A Mare di Vino 2017 ho avuto la piacevole sorpresa di poter fare una “verticale” di un vino naturale, prodotto dall’Azienda Agricola Carla Simonetti, che coltiva un ettaro di terreno a vigna, contornato dall’oliveto e da un bosco di lecci e querce e l’immancabile cipresso.

Il Podere I Trinci, condotto da questa azienda, ha origini che si perdono nel 1600 ed è pervenuta alla mamma delle attuali proprietarie da Giovannino Trinci, che l’amico Carducci definiva “intenditor di vini”.

Il legame con la letteratura non riguarda solo l’amicizia fra il capostipite ed il poeta, ma anche il nome del vino prodotto: fra il VI ed il IV sec. A.c. i fratres arvales, dediti al culto della dea Dia, proclamavano i carmina per proteggere i campi dagli attacchi dei nemici e delle malattie.

Il leit motiv dalla cura della vigna alla vinificazione è quello del minore intervento possibile da parte dell’uomo, come fanno i produttori di “vini naturali” e quindi niente diserbanti e concimi chimici, ma solo estirpazione manuale, favino e vinacce e fecce per arricchire il terreno. Utilizzano solo rame e zolfo contro le malattie ed i parassiti della pianta e dopo aver raccolto manualmente le uve, le fanno fermentare solo con lieviti indigeni in acciaio, senza l’uso di enzimi ed additivi chimici.

I vitigni utilizzati provengono da sei vigneti e sono quelli del taglio bordolese, oltre a Sangiovese e Syrah.

L’imbottigliamento non avviene mai prima di 3 anni.

CARMINA ARVALIA 2014

Si sente molto il cabernet sauvignon coi suoi freschi profumi vegetali, con una chiusura di rosa. In bocca è beverino, di corpo, con un tannino molto presente, che deve addomesticarsi e potrà farlo vista la viva freschezza. La retrolfattiva conferma il naso…si tratta di un’annata non favorevole, ma comunque il vino è piacevole.

CARMINA ARVALIA 2013

I profumi evolvono e maturano: ecco la ciliegia sotto spirito, la frutta rossa matura, in particolare il lampone, una nota iodata marcata, dovuta alla vicinanza del mare. Il tannino ha una trama larga che asciuga tanto e bilancia la freschezza. Il finale è decisamente più lungo del 2014.

CARMINA ARVALIA 2012

Questa è un’annata che vi consiglio assolutamente di bere! Ha una complessità elegante al naso: erbe officinali, fra cui spicca la valeriana, la pungente del pepe nero e poi la morbidezza del sottobosco, quindi sbucano i piccoli frutti rossi ed ecco la delicata violetta, di nuovo le spezie con la liquirizia, ed una mineralita’ che torna in bocca, dove la freschezza e la sapidità sono ben presenti ed il tannino si è fatto a trama fine ed è composto. La retrolfattiva è perfettamente in linea coi profumi e gli aromi permangono sufficientemente in bocca.