IL TERROIR

San Felice produce vino a Bolgheri, a Montalcino ed a Castelnuovo Berardenga, piccolo Comune del senese, con una grande variabilità pedoclimatica. Qui la fa da padrone il Chianti Classico. La tenuta ha un’estensione di ben 650 ha e le vigne sono state piantate in 5 macroaree.

La “biblioteca” di San Felice è un archivio vivente a cielo aperto, patrimonio non solo aziendale, ma utile a tutti noi. Infatti l’azienda coltiva in questa vigna dedicata, il “Vitarium”, ben 270 vitigni differenti, taluni dei quali a rischio di estinzione.

LA DEGUSTAZIONE

SAN FELICE” CHIANTI CLASSICO DOCG 2018

Si vede già lo zampino dello studio dei vitigni, infatti insieme al Sangiovese, che è il vitigno principale, ed al Colorino, concorre alla produzione di questo vino anche il Pugnitello. Questo autoctono deve il suo nome alla forma della pigna, che sembra un piccolo pugno, e le Università di Pisa e Firenze lo studiano dalla fine degli anni ’80. L’azienda lo vinifica anche in purezza.

Il San Felice proviene da 170 ettari vitati, che ricomprendono tutte le tipologie di terreno presenti a Castelnuovo: galestro e alberese, ma anche argilla, sabbia e limo. Ha affinato in botte grande per un anno, per poi essere imbottigliato.

I profumi sono eleganti e complessi soprattutto di erbe officinali, frutta rossa piccola e violetta. In bocca ha corpo ed al contempo snello, con un piacevole finale fresco, sapido e con un tannino che fa sentire la sua presenza, ma non scalpita. 

IL GRIGIO” CHIANTI CLASSICO RISERVA DOCG 2016

Oltre che una riserva, questa è anche una selezione delle uve migliori del solo Sangiovese. L’affinamento è di 24 mesi in legno grande per l’80%, mentre un altro 20% eleva in barriques.

Il naso elegante ha la cifra dell’azienda e quindi le erbe officinali, sferzate dall’eucalipto e fra la frutta rossa spunta una leggera nota ematica, tipica dei vini più tradizionali. La beva è più austera del San Felice, più verticale per il tannino grippante e per la marcata freschezza. Il finale di discreta persistenza conferma i profumi, invitando a un nuovo sorso.