Terre di Toscana è uno degli eventi vitivinicoli che prediligo e quest’anno ho deciso di andare alla scoperta di piccoli produttori che valorizzano i vitigni autoctoni o che sono riusciti trasferire il territorio in vitigni internazionali.

Ho trovato nell’aretino, fra molti, due vignaioli in particolare che producono un Syrah che non ha nulla da invidiare ai più celebri d’oltralpe.
Cominciamo l’esplorazione…

PODERE BELLOSGUARDO
Non si può dire che siano dei neofiti, visto che si dedicano alla coltura della vite nel Casentino, a nord di Arezzo, da circa un secolo e mezzo. Volete una prova? Ecco la vite maritata piantata dal bisnonno nel 1890, un po’ spargola, dalle rese basse, ma che saggezza! La stessa che ha illuminato la proprietà nel destinare solo una parte dei 13 ettari posseduti alla vite, lasciando gli altri a bosco e pascolo: l’ideale per avere un ottimo microclima e condizioni biologiche adatte alla produzione di qualità.
La lunga storia del Podere parte già dal 1700, ma è grazie a Nicola Miraglia, Direttore Generale del Ministero dell’Agricoltura e Foreste, se abbiamo oggi la possibilità di degustarne i vini.
Fra l’altro, sulla collina a 450 m/slm cresce un clone di Syrah autoctono, che non si trova in nessun altro appezzamento. I terreni di galestro, scisto, limo e calcare hanno un’esposizione sud- sud est .

Non si può passare sotto silenzio l’etichetta bellissima, soprattutto a mio gusto, visto che amo molto la grafica liberty: è stata disegnata nel 1920 dal fattore del tempo e l’hanno mantenuta, dando personalità al vino anche nell’impatto visivo.

SYRAH 2015
Le uve utilizzate sono per metà quelle provenienti dalla vite del 1890 pre-fillossera e per la metà da cloni francesi provenienti dalla terra maggiormente vocata per la coltura di questo vitigno, ovvero la Valle del Rodano.
Dopo una macerazione di circa 15 giorni e due settimane in tini troncoconici aperti, senza controllo delle temperature, il vino affina per 18 mesi in barriques esauste.

Il colore è un bel rosso rubino intenso ed al naso si sente bene il pepe gradevolissimo e poi i piccoli frutti rossi ed il garofano. L’utilizzo di legni non nuovi è apprezzabile, proprio perché non ci sono cessioni invadenti ed il vino mantiene la sua freschezza olfattiva originaria. E’ molto beverino, ancora giovane eppure i tannini sono già aggraziati, ben presenti ed insieme alla freschezza garantiranno longevità a questo vino, che tirerà fuori qualche interessante terziario.

PIED FRANC 2014
Il nome deriva dal fatto che le uve provengono dalla vigna pre-fillossera. Si discute molto fra gli agronomi sull’impatto del porta innesto sulla pianta e tutti concordano sul fatto che, seppur in minima parte, comunque influisca. Ebbene in questo vino abbiamo viti che affondano nel terreno con le proprie radici.

Si tratta di un blend di Sangiovese all’80% e di Syrah al 20%. I grappoli sono lavorati interi e, come per il Syrah, la fermentazione avviene in maniera spontanea ed è seguita dall’affinamento per 18/24 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio, sempre per fare in modo che il legno non entri predominante nei sentori del vino. Ha una nota iodata spiccata che è bellissima, anche la liquirizia è marcata e fa spazio alla ciliegia ed alla prugna. In bocca è beverino, fresco vivo e sapido. La retrolfattiva è elegante e permangono persistenti tutti gli aromi.

PASSITO
E’ un blend di Crepolino, Canaiolo, Trebbiano e Malvasia.  Il Crepolino è un vitigno autoctono dell’Aretino, di basso contenuto zuccherino ed elevata acidità. Dopo l’appassimento dei grappoli appesi nella vinsantaia con la consueta areazione e la fermentazione in acciaio, viene poi immesso nei classici caratelli, dove rifermenta, si ossida e affina, senza alcun intervento dell’uomo.
Al naso sorprende perché non ha i sentori dolci tipici dei passiti, quali la frutta secca, il biscotto, il miele ma una spiccata nota balsamica e si sente il mallo noce. In bocca ha freschezza da vendere ed un modestissimo residuo zuccherino, che lo caratterizzano in modo particolare