IL TERROIR

Nel versante nord dell’Etna, fra i 600 ed i 950 metri di altitudine, Terrazze dell’Etna ha recuperato i vecchi terrazzamenti e coltiva la vite nel solco della tradizione: la raccolta dell’uva e tutte le lavorazioni in vigna sono fatte a mano, in armonia con il territorio. Ne volete una prova? A fine inverno le capre brucano l’erba e rendono più soffice il terreno, in modo che la zappatura sia più facile. Anche i vitigni sono quelli della tradizione: Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, con l’aggiunta  degli internazionali Chardonnay, Pinot Nero e Petit Verdot.

LA DEGUSTAZIONE

Ho assaggiato il Rose’ Brut 2013, metodo classico a base di Pinot Nero (90%) e Nerello Mascalese a saldo. A quattro anni dalla sboccatura, dopo 36 mesi sui lieviti, è uno spumante davvero interessante.

Una crema pasticcerà appena tolta dal fuoco è posata su una pietra lavica bagnata dalla pioggia, durante una giornata di vento, che porta con se’ folate di macchia mediterranea.

Con tanta mineralita’, in bocca me lo aspettavo più austero ed invece ecco ancora tanta crema pasticciera la cui dolcezza è smorzata dalla viva freschezza e dalla sapidità. Uno spumante strutturato ed importante con un ottimo rapporto qualità-prezzo.