IL TERROIR

Il Chianti, da non confondere col Chianti Classico, che è la zona storica del Chianti ed è definita da una docg differente, è suddivisa in 7 sottozone, fra cui la Rufina. Non è stata la Docg a conferir dignità a questi luoghi, ma centinaia di anni prima lo fece quel grande intenditore del Granduca di Toscana. Infatti nel 1716, Cosimo III indicò fra i vini atti a viaggiare per mare – quindi di maggior pregio – Carmignano, Pomino e Rufina, Chianti e Valdarno di sopra.

Aveva già compreso che la Rufina ha condizioni pedoclimatiche tali da essere una zona a parte, caratterizzata da eleganza, ricchezza polifenolica e grande verticalità. Proprio per questi motivi è la sottozona del Chianti che prediligo.

Ho già parlato di questa zona, nel post dedicato a Selvapiana, uno dei suoi produttori più blasonati. L’occasione per provarne altri tutti insieme è stata l’ultima edizione di Bacco Artigiano: ecco la mia degustazione

LA DEGUSTAZIONE

Podere Il Balzo – Chianti Rufina Riserva DOCG 2015

La balsamicita’ è la regina dei profumi con un marcato eucalipto che lascia spazio alla ciliegia sotto spirito, al lampone, al cassis, alla viola, al cacao. In bocca è snello, non di gran corpo, con un tannino ruspante ed una freschezza viva. 

Fattoria Lavacchio – “Cedro”Chianti Rufina Riserva DOCG 2015

Anche in questo non manca la nota balsamica, ma prevale la grafite e poi la frutta con la prugna e la mora, la viola. Il sorso è rotondo, di corpo con freschezza e tannino, più composto, che rendono la beva verticale. Il finale elegante ha buona persistenza

Castello del Trebbio – “Lastricato” Chianti Rufina Riserva DOCG 2015

Liquirizia e nota ematica si posano sul cioccolato, sul pepe e la cannella ed un lievito fragrante, che sorprende. La frutta rossa è prugna, lampone e melagrana innanzitutto. Non manca la nota balsamica. Una complessità ed un’eleganza davvero particolari. Il sorso è beverino, di corpo e pur snello, fresco e sapido con un tannino presente ma già aggraziato.

I Veroni – Chianti Rufina Riserva DOCG 2013

90% Sangiovese, a saldo Canaiolo e Colorino

La melagrana con il finocchietto selvatico sono i meno timidi. Vengono raggiunti subito dalla mentuccia che evolve in eucalipto, addolcito dalla frutta rossa, la ciliegia sotto spirito, la cannella col pepe nero ed il delicato ed intenso lilium. In bocca il corpo è snello, con una grande freschezza ed un tannino marcato.

Marchesi De’ Frescobaldi – “Nipozzano Vecchie Viti” Chianti Rufina Riserva DOCG 2012

Sangiovese, Malvasia Nera, Colorino e Canaiolo. Non sono dichiarate le percentuali, ma, da disciplinare, il Sangiovese è minimo il 70%.

L’impatto olfattivo è: ematico, tabacco, affumicato. Sono i terziari, che con la nota balsamica contengono la frutta rossa matura e sotto spirito. In bocca è snello con un tannino ben presente e freschezza da vendere.

Il Pozzo Chianti Rufina Riserva DOCG 2009

La grafite e l’eucalipto accorrono per primi ed introducono la confettura di lampone, la crosta del pane su cui è spalmata, sottobosco di funghi, tabacco, smalto, nota iodata, caffè. Il sorso è più materico dei precedenti, ma sempre beverino, fresco, sapido, con un tannino composto.

La cifra che li accomuna tutti, come detto in incipit, è la grande bevibilità, data dalla snellezza e dalla verticalità della beva. I profumi rivelano sempre una nota balsamica importante.