UN GIARDINO NAPOLETANO IN VERSILIA:

PRIMA O POI
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Lascio il comodo parcheggio vicino all’Aurelia e, varcata la porta di ingresso, mi trovo all’interno di un ampio e piacevolmente inatteso giardino, bordato da tensostrutture sotto le quali sono disposti i tavoli, sempre gremiti di buongustai: non sono più in Versilia ma in un avamposto di Napoli!

Da Prima o Poi non si mangia senza glutine solo la pizza, rigorosamente coi bordi soffici e rigonfiati, ma anche il panuozzo e la buatta. Quest’ultima può essere sia dolce che salata, perché in realtà non è il nome di un piatto, ma il modo di presentarlo, vale a dire in una sorta di scatola, la buatta appunto, da boite francese, retaggio degli Angioini, come tante altre derivazioni lessicali partenopee.

Ho aperto le danze proprio con una buatta di calde e croccanti patatine fritte, ovviamente gluten free, accompagnate da fettine sottili di wurstel fritti…intro golosa!

A seguire non potevo non provare il panuozzo, incalzata dai miei amici già avventori esperti di Prima o Poi: un panino gigante a forma di  sfilatino fatto con la pasta della pizza e generosamente farcito, nel mio caso, da mozzarella e prosciutto crudo. Con questo secondo piatto ho testato la bravura del pizzaiolo: pasta soffice, gustosa e fragrante al tempo stesso…non è facile farla così per noi celiaci.

Ed ecco la pizza, nella quale ho potuto apprezzare anche la croccantezza ed in cui ho aumentato la qualità degli ingredienti: bufala e culatello…che connubio!

Ho accompagnato questi gustosi piatti con una birra del Birrificio del Forte, la Meridiano, una rossa col finale amaricante, che invita un altro boccone dopo un rinfrescante sorso. Anche la Gassa d’Amante, bionda, di questo stesso produttore artigianale a km 0 è senza glutine e ve la consiglio.

Dopo la buatta salata e mezzo panuozzo, non sono riuscita a mangiare più di metà pizza. Nessun problema: da Prima o Poi non abbiate paura di lasciare le pietanze nel piatto, perché sono pronti a prepararvi una comodissima doggy bag. Di doggy non ha nulla, visto che il povero Spot non si è mangiato nemmeno un pezzo di quella prelibatezza, che è stata il pranzo del giorno dopo, sempre molto buona.

E per finire il dessert, che non è scontato trovare per noi celiaci a cui spesso chiedono se vogliamo l’ananas, che non annovererei proprio nella categoria dei dolci!

Ancora la buatta, stavolta dolce: tiramisù e gelato. Un’esplosione di gusto, croccantezza e morbidezza, con una piacevole resilienza in bocca e, ciliegina sulla torta, una lingua di gatto senza glutine, rara ancor più di trovare un dolce per celiaci in un ristorante!

Voglio tornare presto in questa Napoli versiliese!

 

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Il blog di Laura Bertozzi

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