Ebbene sì, anche in Toscana, oltre che in Trentino Alto Adige ed in Friuli, abbiamo belle espressioni del Pinot Nero, che tutti identifichiamo con la Borgogna. Ciò accade proprio perché nel Mugello, come nel Casentino, le condizioni pedo-cimatiche sono simili a quelle di Baune: alte escursioni termiche fra il giorno e la notte, terreni sciolti e molto poco fertili. Ho scelto i vini prodotti da due piccoli vignaioli, che coltivano le loro terre, con passione e rispetto per l’ambiente.

IL RIO

Nel cuore del Mugello, Paolo Cerrini e la moglie Manuela, hanno intrapreso questa avventura qualche anno fa con genuina passione, che si traduce nel bicchiere e nelle politiche commerciali. Volete una prova? Visto che il 2014 visto che è stata una cattiva annata hanno abbassato il prezzo delle bottiglie di Ventisei!

VENTISEI

A tutto vantaggio dei consumatori, visto che ha profumi fini ed eleganti balsamici, di pot pourri e di piccoli frutti rossi. In bocca corre via liscio, ma non senza lasciar traccia, è fresco e leggermente sapido.

Il 2016 ha senz’altro profumi eleganti e più intensi: balsamici, di frutti di bosco, pepe e la mineralità appena accennata nel 2014, ora è netta. In bocca ha maggiore struttura del 2014 ed un tannino che, nonostante la giovane età, è lieve. Fresco vivo e sapido, ha un finale sufficientemente persistente.

L’azienda coltiva meno di un ettaro a Pinot Nero e poco più di uno con altri vitigni internazionali (Chardonnay e Sauvignon Blanc), in modo tradizionale, ma in cantina sono banditi additivi per “pilotare” la fermentazione.

PODERE SANTA FELICITA

Vi ho già parlato di questa azienda biodinamica del Casentino in un altro post. Anche in questo caso le dimensioni sono modeste (4 ettari a 500 m/slm) e permettono quindi a Federico Staderini, rinomato enologo con molte blasonate collaborazioni alle spalle, di potersi prendere cura con grande attenzione delle sue vigne.

CUNA 2015

Ho provato l’annata 2015 del frutto delle vigne, piantate su terreno ricco di humus perché era 50 anni che non era coltivato. La piantumazione è avvenuta direttamente senza scassi fra il 2004 ed il 2007. I grappoli vengono diraspati parzialmente e quindi pigiati coi piedi o col pigio. L’elevazione avviene in barriques usate per 24 mesi.

Ne viene fuori un vino che mi piace molto perché è territoriale: elegante, ma anche di carattere, ha un colore rosso rubino sorprendentemente carico per essere un Pinot Nero. Al naso i profumi sono intensi e fini, ma non solo eleganti…tira fuori anche un carattere con la forte balsamicità ed il rabarbaro, che avvolgono i frutti di bosco.

In bocca ha buona struttura, freschezza e sapidità che, insieme al tannino gli danno una verticalità, che non lo fa dimenticare.