PINOT NERO E ALTO ADIGE

Il Pinot Nero è un vitigno particolare: tanto è elegante nel bicchiere, tanto è esigente quando è ancora grappolo. Vuole climi freschi e ben ventilati e con il riscaldamento climatico e la grande umidità che colpisce molte zone, è difficile accontentarlo. Ci riescono bene i produttori altoatesini, sia per le favorevoli condizioni pedoclimatiche, che per la loro meticolosa cura, che li caratterizza. Per questo motivo è davvero un connubio perfetto quello fra Pinot Nero ed Alto Adige e ribadisce quanto questa meravigliosa correlazione, che chiamiamo terroir, sia così importante.

Ne ho avuto la riprova ad una bellissima Masterclass all’ultima edizione di Wine & Siena, tenuta dal suo fondatore, il patron del Merano Wine Festival, Helmuth Kocher. Un’opportunità preziosa poter ascoltare un grande uomo del vino ed estremo conoscitore del Pinot Nero, che in Alto Adige si coltiva da tempo immemore. Almeno dal 1835, anno nel quale furono impiantate le prime barbatelle provenienti dalla Borgogna.

Ecco i vini che ho preferito e le mie impressioni.

LA DEGUSTAZIONE

Sono tutti accomunati dal fatto di avere profumi molto eleganti, in cui non predomina in maniera marcata la frutta, e di avere un sorso verticale e snello.

GILFENSTEIN – Vassal Pinot Nero Alto Adige DOC 2018

E’ un’azienda giovane, nata nel 2016. Non ha vigneti, ma fa selezione delle uve dei conferitori, che, per il Pinot nero, provengono da vigne a 500 m/s.l.m su terreno calcareo, con una resa di soli 50 qli/ha. Fermentazione e affinamento per 6 mesi vengono svolti in acciaio.

La 2018 è stata un’annata che è partita in ritardo, ma che ha recuperato il ciclo vegetativo col gran caldo estivo e l’autunno ha rispettato le attese, rinfrescando, ma senza eccessivo freddo.

Si farà questo ragazzino in cui timidi e sottili, ma pur eleganti, escono la nota balsamica ed i frutti rossi. In bocca è leggermente squilibrato sulle parti dure per quanto riguarda l’acidità, ma è giusto che sia così, mentre il tannino è già composto, anche se non vellutato. 

CANTINA MERANO – Pinot Nero Riserva Alto Adige “ZENO” DOC 2016

Si tratta di una cantina sociale di 360 soci di Merano e dintorni, così come della Val Venosta, una valle ventilata e con tanta escursione termica, che significa grande acidità e ricchezza polifenolica nel bicchiere. Anche in questo caso le vigne sono a 500 m/s.l.m. 

Si sentono i due anni di maturità in più con profumi sempre eleganti e delicati, ma più complessi rispetto al precedente.

In particolare floreali con la viola, poi le erbe di montagna e la frutta rossa ed una punta di cola. È succoso in bocca, decisamente fresco e sapido con l’eleganza che ci accompagna anche nella beva, con un tannino aggraziato, e nel finale persistente. 

CASTELFEDER – Burgum Novum Pinot Nero Riserva Alto Adige DOC 2016

Questa cantina è della famiglia Giovanett fin dalla sua nascita, nel 1969. Dal 2018 il Pinot Nero con 11,4 ha su un totale di 63, è diventato un vitigno di grande rilievo per l’azienda.  

Il Burgum Novum viene prodotto dal 1988 da uve provenienti dalla zona di Gleno, che ha la peculiarità di dare vino con una certa costanza qualitativa.

Le vigne si trovano ad un’altitudine da 450 a 800 m/s.l.m, che significa un ritardo di maturazione di una settimana ogni 100 metri di dislivello. Questa peculiarità consente di scegliere le uve: più in basso nelle annate più fresche e più in alto in quelle più calde. 

L’annata 2016 è stata abbastanza normale dal punto di vista climatico, con un autunno lunghissimo e quindi si è potuto vendemmiare con tranquillità.

La complessità e l’eleganza del naso sono sorprendenti. Ecco l’affumicatura, la piccola frutta rossa, la crosta di pane, la pietra bagnata, ed un’ampia nota balsamica. Ed in bocca: ecco l’Alto Adige! Beverino ma con corpo, caldo e fresco e sapido con un tannino vellutato. Il finale richiama il naso con gran persistenza. E’ stato senz’altro il mio preferito!