Come sapete amo molto il Piemonte, la cui cifra è quella dell’eleganza, declinata dal terreno e dai vignaioli in ogni vino che producono. Anche nel suo metodo classico d’eccellenza, l’Alta Langa. Ho dedicato altri due posts a questa DOCG, che non potevo non degustare nuovamente a Sestri Levante. All’interno di Mare Mosto 2019, la rassegna dedicata ai vini liguri, come guest stars c’erano proprio alcuni produttori dell’Alta Langa.

Rimando a quanto già scritto su questa denominazione in precedenza, Vale però la pena sottolineare quanto il mondo del vino sia strettamente connesso al territorio ed alla cultura: l’Alta Langa ne è una prova. Un grande piemontese come Giugiaro ha creato “Grande”, un calice appositamente creato per degustare al meglio questo grande, appunto, metodo classico. Questo virtuoso incontro fra design e vino sottolinea ancora una volta quanto sia importante il terroir, inteso qui come retroterra culturale.

LA DEGUSTAZIONE

FONTANAFREDDA

Questa tenuta ha sempre avuto un certo fascino per me, per la sua storia. Infatti, com’è noto, si tratta del regalo che Vittorio Emanuele II fece alla sua Bela Rosin. Qui, dopo qualche anno l’acquisizione, cominciò a far coltivare la vite.

Il grande impulso ad una viticoltura di qualità la dobbiamo ad Emanuele Alberto di Mirafiori, figlio del matrimonio morganatico, che condusse l’azienda con capacità imprenditoriali. Solo il 3% della produzione dei vini è riservata al metodo classico, al quale però è dedicata grande attenzione.

Contessa Rosa Rosé 2012

Anche il nome omaggia la Bela Rosin. E’ un blend di Pinot Nero e Chardonnay, ma la scheda tecnica non fornisce le percentuali, così come non esplicita il tempo di permanenza sui lieviti.

Un bel bouquet floreale ampio che va dalla rosa alla viola introduce alla frutta rossa e a una brioche fragrante. La bocca è riempita dalla bollicina che carezza le gengive. La verticalità sapida e fresca, nonostante l’età, gli da’ un bello scatto finale con retrolfattiva elegante e non corta. Pulisce la bocca ed invita a richiedere un’altra forchettata. Da tutto pasto.

ENRICO SERAFINO

Anche Enrico Serafino è una cantina di lungo corso. Produce vino dal 1878 e dopo diversi passaggi di proprietà, dallo scorso decennio è nelle mani della famiglia italo-americana Krause Gentile.

Gli spumanti degustati hanno un carattere particolare che li accomuna e li distingue: una grande mineralità ed il netto sentire di crosta di pane che lascia spazio ad altri profumi. Nello Zero 2013 si fa largo la frutta candita in particolare, nell’Oudeis Rosé 2015 i frutti rossi ed i fiori di campo. Nell’Oudeis Brut 2016 la dolcezza della mela, della pesca e della ginestra conferiscono ulteriore complessità olfattiva. Tutti sono connotati da una verticalità sapida e fresca viva, accentuata da maggiore austerità nel Rosé.