IL TERROIR

Lyrarakis, che conosciamo già per l’Assyrtiko ed il Dafni, vitigno autoctono che ha il merito di aver riportato in vita, coltiva eroicamente sui monti Lassithi un altro vitigno rosso, questo a bacca nera, il Kotsifali. In genere viene assemblato col Mandikari, ma Lyrarakis non ha avuto paura di vinificarlo in purezza e, grazie anche alle favorevoli condizioni pedo-climatiche, ha avuto ragione!

LA DEGUSTAZIONE

Il colore rosso rubino non è molto scarico, abituati come siamo noi italiani a Nebbiolo e Sangiovese!

Al naso la mineralita’ è inconfondibile, netta e molto persistente ed è seguita dalla pungenza della nota balsamica. In mezzo a queste forti percezioni si fa strada un più dolce e profondo sottobosco…ed ecco che sbuca qualche mora ed il pepe nero.

In bocca ci si aspetterebbe maggiore struttura, visto il bel biglietto da visita dell’olfattiva ed anche la retrolfattiva è meno complessa del naso, ma a livello tattile freschezza e tannino sono già perfetti! Da bere ora! Versatilissimo anche come aperitivo.