In un precedente post al quale vi rimando, vi ho raccontato della fortunata degustazione delle espressioni del Nebbiolo nell’Alto Piemonte, organizzata dall’Ais Piemonte. Vi ho parlato prima delle degustazioni di Ghemme DOCG ed ora ecco le mie impressioni sui Gattinara DOCG.

Nella Gattinara DOCG, la cui giacitura è porfirica, l’unico vitigno ammesso è il Nebbiolo e l’affinamento è più lungo di un mese rispetto alla Ghemme DOCG sia per il base che per la riserva, mentre per entrambi l’elevazione in legno deve essere almeno di 24 mesi. La zona di produzione è limitata ai confini dell’omonimo Comune.

ANTONIOLO

Si tratta di un’azienda storica, nata negli anni ’40. Nel 1974 hanno cominciato a vinificare i singoli vigneti ed ora l’età media delle vigne è di 55-60 anni.

In cantina lasciano che le fermentazioni siano spontanee, sia l’alcolica che la malolattica. Il mosto diventa vino in cemento per poi affinare in legno grande. Ho assaggiato le loro tre riserve, che sono l’ulteriore riprova di quanto il terroir sia il motivo del fascino del vino: stesso vitigno e stesso produttore, ma terreni e scelte diverse in cantina ci regalano vini differenti.

“Le Castelle” Gattinara DOCG Riserva 2015: Il terreno di questo cru è composto da sabbia vulcanica e terreno sciolto. Affina in barrique per un anno. Il naso è sulfureo, fruttato e balsamico. Tanto tannino in bocca, ma non ingombrante. La beva è fresca. In un aggettivo: eleganza!

“San Francesco” Gattinara DOCG Riserva 2015: Le vigne da cui viene prodotto questo vino affondano le radici su roccia porfidica. L’affinamento si svolge per in 18 mesi in tonneaux e poi in botte grande. Eleganti e complessi i profumi con tanta mineralità, rosa e liquirizia. Sorso più snello, sapido e minerale di “Le Castelle”  

“Osso San Grato” Gattinara DOCG Riserva 2015: Il terreno di questo cru è un blocco di roccia ed è quindi molto difficile da coltivare, anche per il fatto che le vigne si inerpicano su una pendenza considerevole. Affina per 3 anni in botte grande ed è il più austero ed elegante dei precedenti, sia nei profumi che nella bevibilità. Credo che sarà quello che darà maggiori soddisfazioni nel medio lungo periodo. 

ANZIVINO

Questa cantina produce dal 1998, con uve provenienti da 3 ettari di proprietà e da conferitori. La passione per la vigna fa parte del DNA di famiglia e nonostante gli anni milanesi e le professioni lontane dal vino, Emanuele e Sabrina sono tornati nei luoghi di nonno Luigi, bottaio e vignaiolo.  

Gattinara DOCG 2015: Le uve cresciute sul porfido, diventano vino, fermentando in tini di legno troncoconici, per poi affinare in botte grande per 2 anni. Netto il profumo di olive nere sulla frutta rossa e sulla mineralità, che fa la timida, prima di prendere confidenza. Il sorso elegante e beverino è rotondo, fresco e con un tannino giusto sia come quantità che come qualità. Chiusura pulita e di discreta persistenza. 

CANTINA DELSIGNORE

Attilio Delsignore è stato uno dei paladini del Gattinara, comprendendo, in tempi non sospetti, le grandi potenzialità di questa zona e dei suoi vini. Ci cedeva così tanto che nel 1960, quando ancora la maggior parte dei produttori vendeva vino sfuso, imbottigliò il suo primo “Nervi Delsignore” e nel 1967 Stampa Sera insignì della medaglia d’oro il suo Gattinara DOC. Siamo al cospetto di una grande tradizione e competenza, che non si è persa nelle generazioni, anzi!

L’attuale produttore rammenta con affetto e riconoscenza il suocero e mi racconta con grande passione e generosità come fa il vino e come cura che il tannino sia da subito aggraziato: aspetto che gli denoto subito con stupore. 

Le vigne si estendono su terreni dalla composizione diversa per 3 ettari e la resa è da passito: 45 q.li/ha!

“Il Putto vendemmiatore” Gattinara DOCG 2016: Durante la fermentazione, per rimettere in circolo le fecce, viene praticato il délestage, un procedimento di cui ho già parlato in altri posts, e che consente di estrarre solo tannini gentili. Affina quindi per 26 mesi in botte grande. Il naso è elegante e intenso con profumi minerali, di boisè, frutta rossa e poi ecco la delicatezza della rosa. In bocca dopo questo naso deciso e maschile, sorprende la femminilità della beva: snellissima, verticale e con un tannino sorprendentemente aggraziato. La retrolfattiva non delude, ma anzi conferma i profumi, con buona persistenza.

“Borgofranco” Gattinara DOCG Riserva 2015: L’affinamento è fatto per 1/3 in tonneau nuovo e per 2/3 in tonneau di secondo e terzo passaggio. Piccoli frutti rossi, violetta, nota iodata, mineralità sono i profumi eleganti che allietano il naso. La beva è più strutturata del precedente ed il tannino più scalpitante. Avrà lunga vita. E’ stato fra i miei assaggi preferiti in questa manifestazione. 

NERVI-CONTERNO

Basta leggere il nome della cantina per subirne il fascino e capire che vini si berranno. E’ un meraviglioso matrimonio quello fra Giacomo Conterno, uno dei migliori produttori di Barolo e la cantina Nervi, realtà fra le più note a Gattinara, dove possiede 27 ettari.

Gattinara DOCG 2016: Affina per 2 anni e mezzo botti grandi.  Naso complesso ed elegante apre con pungenza balsamica e la dolcezza della frutta che quasi scompare per far spazio alla fava di cacao, al tabacco e alla radice di liquirizia. In bocca è caldo e succoso e chiude fresco, sapido e con un tannino già composto. Gli aromi confermano la complessità e l’eleganza del naso con buona persistenza.

Leggi il post sul Nebbiolo dell’Alto Piemonte a Ghemme

TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA

Di questa famosa cantina abbiamo già parlato nel post precedente sulla Ghemme DOCG. Degustiamo ora il loro Gattinara.

Gattinara DOCG 2015: Nota balsamica e minerale la fanno da padrone, ma ecco che giunge la sanguinella sulla piccola frutta rossa. In bocca è succoso ed il tannino batte il pugno sul tavolo per ribadirsi fiero insieme a sapidità e freschezza, con una persistenza che nessuno potrebbe definire solo discreta.