Come ho già avuto modo di raccontare, la costa livornese ha un notevole patrimonio vitivinicolo, grazie alle favorevoli condizioni climatiche, a terreni particolarmente vocati ed alla mano dell’uomo che ha saputo valorizzarli.

L’Isola d’Elba non si sottrae a questa regola: baciata dal sole e dai venti, con terreni molto sciolti, fatti di ciotoli e sabbia, e minerali (origine vulcanica e ferrosa) si presta molto bene alla vinificazione, soprattutto dei vini passiti. Non è una scoperta recente quella della vocazione isolana alla coltivazione della vite, visto che già Plinio il Vecchio, nella sua “Naturalis Historia” la descriveva come “isola feconda di vino”.

I passiti dell’Elba, che ho provato, provengono tutti da vigne con esposizione sud sul Tirreno meridionale, quindi perfetta per consentire una maturazione con un grado zuccherino importante.

Si tratta di un passito bianco e di due Aleatico Passito dell’Elba, l’unica docg dell’isola, prodotta appunto solo con Aleatico, un vitigno a bacca nera, semiaromatico, che si coltiva dai tempi di Cosimo de’ Medici e che fu apprezzato anche da Napoleone durante il suo esilio. Da disciplinare, la resa per ettaro non può essere superiore ai 70 q.li/ha.

A proposito di questo vitigno, vi consiglio di assaggiare anche l’Aleatico Passito di Gradoli….merita!

Come si può ben comprendere dalle caratteristiche morfologiche dell’Elba, la viticoltura è eroica: gli scoscesi pendii sono stati “addomesticati”, creando strette terrazze con muretti a secco, sulle quali molti produttori coltivano appezzamenti di dimensioni modeste con tanta tenacia e passione, fino a 450 metri sul livello del mare.

LA GALEA

A Campo, si trova la più piccola azienda di vignaioli dell’Elba: un solo ettaro sul quale, negli anni ’70, il padre dell’attuale proprietario coltivava diversi vitigni ed allevava anche qualche animale da cortile…dopo più di 30 anni, Giuliano Grazzini ha deciso di occuparsi solo di Aleatico e, con il valido aiuto dell’enologa Laura Zuddas, produce un ottimo vino.

ALEATICO PASSITO DELL’ELBA DOCG 2015

Dopo la raccolta, le uve appassiscono sui graticci per 15 giorni (il disciplinare ne prevede almeno 10). Il naso è senz’altro complesso, oltre che fine ed elegante: l’albicocca disidratata se la gioca alla pari l’amarena, un pot pourri di frutti secchi e la macchia mediterranea. Ha una bella mineralità al naso che si ritrova in bocca, dove la dinamica è un gioco di equilibri: attacco morbido, ed avvolgente, grazie al succo molto polposo, il tannino è giusto, asciuga ed in chiusura una freschezza viva fa nuovamente salivare, mentre in punta di labbra non sfugge la sapidità delle brezze marine che carezzano le viti. In retrolfattiva è altrettanto complessa ed elegante ed il finale è davvero persistente.

AZIENDA AGRICOLA MAZZARRI

Questa azienda è storica: le coltivazioni, site a Capoliveri, risalgono ad un paio di secoli fa e la superficie vitata è di circa 3 ettari. Oltre al vino si produce anche olio ed è condotto un agriturismo. Hanno avuto il “coraggio” di produrre un passito senza utilizzare celeberrimo Aleatico, facile da appassire, ma con uve a bacca bianca, di minor pregio e con buccia più spessa e che quindi richiede maggior tempo di appassimento. Le uve per i vini bianchi vengono coltivate su terreni sabbiosi, prospicienti il mare, mentre verso la collina su fondo ciottoloso sono radicati i vitigni a bacca nera.

FELUCA DI COL RECISO 2016

Riescono a produrre un ottimo passito a partire da uve “povere”: il Procanico, un trebbiano dall’acino più piccolo e tendente al rosa, ed il Riminese, il Vermentino dell’Elba, così chiamato per la zona di origine presunta, il Biancone, autoctono dell’Elba, che si trova anche in Corsica.

Il naso è fine ed elegante, oltre che per nulla scontato, proprio per via del blend che lo compone. Profuma di lievito, salmastro incenso ed anche albicocca, mentre in retrolfattiva ecco un netto miele d’acacia. In bocca la morbidezza dell’elevato residuo zuccherino non è affatto stucchevole ed è ben bilanciato dalla viva freschezza e dalla sapidità. sabbia sono vicini al mare. si sente in retrolfattiva l’amaricante del vermentino. vitigni del bianco vicino al mare quindi sabbia. Mineralità

FATTORIA DELLE RIPALTE

Dal 2002, su 15 ettaro di terreni ferrosi della località Ripalte a Capoliveri, viene coltivato l’Aleatico, insieme a Vermentino ed Alicante. La cantina, progettata dall’architetto Tobia Scarpa, ha uno stile che richiama le miniere vicine ed è inserita nel circuito delle Cantine d’Autore.

ALEATICO PASSITO DELL’ELBA DOCG ALEA LUDENDO 2013

Le uve, raccolte generalmente nei primi giorni di settembre, appassiscono per una settimana, come da disciplinare. Il profumo è fine e molto intenso, ma non particolarmente complesso, di albicocca disidratata, vagamente di macchia mediterranea, mentre ha una buona mineralità. In bocca non ha un gran corpo per essere un passito: fresco e rotondo, ha un tannino giusto. In retrolfattiva ritorna il frutto e la persistenza è sufficiente. Un bicchiere tira l’altro.