I PANIGACCI

Chi abita o frequenta i territori che furono dei Liguri Apuani almeno una volta nella vita ha gustato i panigacci.

Si tratta di una sorta di pane che ha la forma dei testi, i dischi rotondi di terracotta col bordo rialzato, in cui vengono cotti. Non è operazione per nulla facile cucinarli, perché il rischio di bruciarli o di lasciarli poco cotti è alto. Bisogna prestare massima cura alla consistenza dell’impasto, a come si versa e al momento giusto per girarli, durante la cottura, per poi scoprirli.

E’ il cibo tradizionale che si mangiava nei periodi di fame in Lunigiana, profumato col contatto di una fetta di salame o di mortadella, che faceva il giro di tanti panigaggi, per diversi giorni, prima di essere mangiata, divisa in pezzi minuscoli. Si aggiungeva anche un tocco di formaggio nei periodi più fortunati. Si preparavano morbidi e quelli che avanzavano si mangiavano secchi il giorno dopo, bolliti in acqua. Ora è rimasta la tradizione di proporli nelle due versioni: una versione si accompagna con olio e parmigiano o col pesto, l’altra con formaggi e salumi.

GAMBIN GLUTEN FREE

La patria dei panigacci è Podenzana ed è qui che si trovano i migliori ristoranti, fra cui Gambin. Il locale è posto in cima al cucuzzolo della collina, ideale confine fra la provincia di Massa e quella di La Spezia, dove li chiamano panigazzi.

Il locale è grande ed accogliente, come il personale ed il proprietario, davvero gentili. Per noi celiaci è possibile mangiare entrambe le versioni di panigacci: eccellenti in una parola. Sono talmente buoni che li mangio sempre in tutte le possibili versioni e con più condimenti!

Gli appassionati di vino come me trovano anche una buona cantina, con bottiglie di vini naturali e biodinamici, forse poco conosciute dai più, ma di alta qualità.