Non può essere altrimenti! Non si può non amare la natura se si pensa alla magia del vino, frutto del clima, del terreno, della pianta e dell’attenzione che l’uomo vi pone, grazie alla sua storia ed alla sua sensibilità.
Il vino è la sintesi del dialogo fra uomo e natura:se il primo rispetta la seconda il risultato è garantito…voilà le terroir!
Negli ultimi anni, anche grazie alla
Il vino è cultura: i vitigni e le lavorazioni dell’uva, gli affinamenti, l’imbottigliamento trovano la loro giustificazione in fattori storici che ne hanno influenzato la produzione. Pensiamo al re champagne: se non fosse stato per il brusco cambiamento climatico nella Campagne, il gusto degli inglesi poco avvezzo all’acidità e quindi l’aggiunta di zucchero, e la rivoluzione industriale forse ora non lo conosceremmo (ne parleremo di questa storia affascinante)!
Se Cosimo III non ne avesse disciplinato la produzione, forse oggi non avremmo un’eccellenza come il Chianti….potremmo citare mille altri esempi per dimostrare quanto sia complesso il mondo del vino, fatto di profumi, aromi, gusto e grandi emozioni! Ecco: per capire un vino bisogna conoscere la storia che ha percorso il territorio in cui viene prodotto, le tradizioni gastronomiche che lo hanno selezionato, la sensibilità dei vignaioli che ascoltano la natura e cercano di valorizzarla (parlerò solo di loro).
Per saperne di più di questo prodotto così familiare mi sono iscritta qualche anno fa ad un minicorso della Fisar e poi ho seguito tutti i tre livelli per diventare sommelier ed il C&D per aprire altre strade ancora e più approfondisco la mia conoscenza più mi rendo conto di saperne poco e più mi affascina. Vi rendete conto cosa contiene un bicchiere di questo “succo d’uva modificato”? Ecco perché voglio parlarne e condividere le mie impressioni con tutti gli appassionati!