MOSTRA MERCATO FIVI 2019

La Mostra Mercato dei vignaioli FIVI è ormai uno degli eventi imperdibili per gli appassionati di vino. E’ una manifestazione grande, sia in termini di dimensioni, sia per la filosofia che fa da collante fra tanti viticoltori. Vengono dal Nord, dal Sud, coltivano terreni sabbiosi, argillosi, in alta montagna e in riva al mare, ma tutti hanno un minimo comun denominatore: sono davvero un pezzo del terroir.

Sì perché non sono solo imbottigliatori o proprietari terrieri: loro la vigna la coltivano direttamente, affrontano in prima linea le sfide climatiche, e nelle loro bottiglie finisce solo la loro uva. Il rispetto dell’ambiente ha portato molti di loro a diventare biologici o biodinamici. Ora voglio raccontarvi gli spumanti che ho maggiormente apprezzato, fra quelli degustati all’ultima rassegna.

GLI SPUMANTI

Non ci sarebbe bisogno di ribadirlo, visto che l’ho scritto più volte e l’ho detto sovente anche sul mio canale Youtube DIVINO TV, ma, a scanso di equivoci: vi parlerò solo di spumanti metodo classico. Purtroppo per mancanza di tempo, non sono riuscita a degustare i prodotti di una zona che amo moltissimo, vale a dire l’Oltrepò Pavese, perciò di seguito solo Trento DOC e Franciacorta DOCG.

TRENTO DOC

Bellaveder
Coltivano 8 ettari, dove la viticoltura è di casa da centinaia di anni: sopra San Michele sull’Adige. Qui lo Chardonnay affonda le sue radici in un terreno calcareo con dolomia e sabbia, che si traducono in eleganza e mineralità nel bicchiere. I suoi grappoli sono protetti dall’irraggiamento diretto dalla pergola trentina. Nei due Trento DOC che ho provato lo Chardonnay è in purezza.

Nature Riserva 2015
36 mesi sui lieviti. Il vino base fermenta in parte in acciaio ed in parte in barriques.
È vero che siamo sotto Natale, ma non è una suggestione, sembra davvero di annusare un panettone: la frutta candita, la pasta lievitata, un po’ di fiori bianchi, il pan di zenzero. Profumi complessi ed in bocca, il sorso dalla bollicina croccante ha una buona struttura e finisce fresco vivo e sapido, con aromi eleganti che richiamano il naso.


Brut Riserva 2015
Le uve provengono dagli stessi vigneti del Nature ed anche in cantina la vinificazione è identica. Però, basta passare da 1,5 g/L a 6 g/L che gli spumanti cambiano. Al naso avrei detto che questo è il nature, perché i profumi sono più austeri. La nota balsamica spicca sul pane, sulla mela e sugli agrumi. Invece è la bocca rivelatrice: il residuo zuccherino si coglie anche nella sensazione tattile ed il sorso è più cremoso. Il finale, al pari del Nature, ha discreta persistenza ed eleganza.

Balter
Si tratta anche in questo caso di un’azienda familiare, che da circa 30 anni ha deciso di produrre in proprio, cessando di conferire a cantine esterne. Ci troviamo alle spalle di Rovereto a 350 m/slm, con pendenze gentili. Il terreno è morenico, con una buona percentuale di calcare: ottimale per la produzione di spumanti.

Brut
100% Chardonnay, allevato in parte a pergola trentina ed in parte a guyot. Il vino base fermenta in acciaio e la seconda fermentazione non dura meno di 30 mesi. I profumi eleganti di mandarino, mela, nota balsamica e crema pasticciera anticipano un sorso pimpante, fresco vivo e sapido, con un finale in cui ritornano i profumi.

Rosé
80% Pinot Nero e 20% Chardonnay. Naso più austero del precedente che sa di balsamicità, frutti rossi, zenzero, incenso ed il lievito che ha il profumo di un pan brioche. Anche la beva ha il carattere del naso.
Riserva Pas dosé
Si tratta di un “quasi cru”, visto che le uve di Chardonnay (80%) provengono da un solo vigneto. Il Pinot nero è a saldo.
Il vino base per almeno un quarto fermenta in piccole botti di rovere e, una volta assemblato, rimane in bottiglia sui lieviti per almeno 60 mesi.
Il finocchietto selvatico introduce la mela insieme ad una pasta lievitata dolce ed allo zenzero. I profumi oltre ad essere eleganti, hanno maggiore intensità e definizione. Il sorso è strutturato, cremoso, ha il physique du rôle delle due importanti fermentazioni che precedono la sboccatura ed anche gli aromi sono eleganti e persistenti.

Cesconi
La grande sensibilità aziendale di questa famiglia è dimostrata da come producono i loro spumanti: convertiti biologici da qualche anno, ora si stanno avvicinando alla biodinamica, per la quale non ho mai nascosto la mia grande affezione. Lo Chardonnay viene coltivato a Pressano, a 300 m/slm su un terreno sciolto molto minerale.

Der Blauwal Brut
Questo Chardonnay, prima che il tappo a fungo lo chiuda per destinarlo alle nostre tavole, fermenta in parte in acciaio ed in parte in barriques non nuove e svolge la malolattica. Si tratta di una scelta coraggiosa perché, proprio per il fatto di dare morbidezza, questa trasformazione di acido malico in acido lattico, toglie freschezza. In bottiglia per la seconda fermentazione, rimane sui lieviti 40 mesi. I profumi sono eleganti e complessi di panificazione, tostatura, frutta secca, ma il primato è della nota balsamica. In bocca ha sapidità e mineralità da vendere ed anche l’acidità non difetta, anzi!, nonostante la malolattica.

FRANCIACORTA DOCG

Cavalleri
Erbusco e la famiglia Cavalleri hanno un legame indissolubile da centinaia di anni e questo amore per la terra si sostanzia in un’attenzione particolare alla sua coltivazione. Conducono 42 ettari ai piedi di quell’anfiteatro morenico franciacortino, che cinge il Lago d’Iseo, di cui ho parlato più volte in questo blog. Condizioni pedoclimatiche eccellenti per la produzione di spumanti.

La cifra comune degli spumanti che ho assaggiato è un’ampia nota balsamica che va dalla pungenza dell’eucalipto, al finocchietto selvatico, alla salvia, alla valeriana.

Riserva Dosaggio Zero Giovanni Cavalleri 2008
La fermentazione del vino base avviene soprattutto in acciaio ed in minima parte in legno (22% in botte grande ed 8% in barriques di quinto passaggio). Nonostante i 9 anni sui lieviti, non ha un profumo invadente e sfacciato di crema pasticciera, ma è prevalente la balsamicità, che lascia spazio all’espressione dei lieviti oltre agli agrumi. In questo bel cesto di frutta ecco il pompelmo, il bergamotto ed anche una delicata pesca bianca. Ops, la crema pasticciera si è trasformata in pasticceria secca, su cui soffia una leggera affumicatura. Il sorso cremoso non è affatto seduto, ma pimpante di sapidità, freschezza e mineralità. La deglutizione conferma negli aromi i profumi eleganti e complessi, che non ci abbandonano in fretta.

Se…Riserva Pas Dosé 2013
In questo spumante c’è un 5% di Pinot nero e la fermentazione delle basi avviene in acciaio. Anche in questo caso la permanenza sur lies non è di poco conto: ben 60 mesi. La mela verde prende spazio sul finocchietto selvatico ed il biscotto e spunta anche qualche fiorellino bianco su un letto di agrumi. La beva sapida, minerale e fresca viva richiama gli eleganti profumi con apprezzabile persistenza.

Corte Fusia
Ed ecco che in mezzo alla pianura bresciana se ne spunta una collina morenica, pare la più alta della Pianura Padana, composta da detriti marini. E’ il Monte Orfano. Che splendore per la viticoltura: altitudine e dunque escursione termica fra il giorno e la notte, buon drenaggio, irraggiamento sempre obliquo, ed il terreno, ricco di minerali. E questi giovani proprietari di Corte Fusia non si sono certo fatti scappare questa fortuna. L’hanno unita alla loro passione per il vino ed alla loro competenza ed hanno creato questa azienda che coltiva 7 ettari a Chardonnay e Pinot.


Brut
70% Chardonnay, 20% Pinot Nero e 10% Pinot Bianco. 18 mesi sui lieviti. La seconda fermentazione è piuttosto veloce, ma fra i profumi non manca quello elegante di pane fresco. Ed ecco anche la frutta secca e candita, una punta di nota iodata, pietra focaia…la beva conferma la mineralità e la chiusura è ben sapida e fresca, con aromi eleganti e delicati.


Zero 2014
Chardonnay al 75% e Pinot Nero al 25%. Fermenta in acciaio e rimane sui lieviti 50 mesi. Ampia la nota balsamica con i lieviti che virano dalla pasticceria alla crema pasticciera senza essere invadenti rispetto agli altri profumi eleganti di incenso e cera d’api, oltre alla frutta, alla mineralità ed alla balsamicità. Il sorso cremoso è verticale di sapidità e freschezza viva, con un finale elegante e persistente.