GLI ASINI DI FATTORIA SARDI

UNA STORIA DI FAMIGLIA

Arrivo alla Fattoria Sardi in un bellissimo pomeriggio di fine settembre, in una di quelle giornate che solo questo mese sa regalare e che hanno ancora il sapore dell’estate.

E’ molto facile raggiungere questa cantina e le sue vigne, vicine alle antiche mura di Lucca, in un paesaggio completamente diverso da quello del centro: dolci colline aperte alle brezze hanno lunghi ed ordinati filari senza soluzione di continuità.

Fattoria Sardi è un’azienda di famiglia da 2 secoli, che cominciò a fare vino sfuso nel 1926. Il vino era solo uno dei prodotti agricoli ed allora non c’era ancora la cultura dell’imbottigliamento. Col susseguirsi degli anni, viste anche le differenti attitudini e professioni dei discendenti, i frutti della tenuta persero importanza,

Per nostra fortuna, nel 2002 la nuova generazione ha riallacciato il filo che legava la famiglia alla campagna. Hanno recuperato le terre della nonna, con grande rispetto ed ascolto per quello che potevano dare. 

Matteo e Mina, infatti, dal 2010 puntano sulla biodinamica, che condividono correttamente in toto, come filosofia di vita.

Per saperne di più sui vini biodinamici guardate la puntata del mio canale Youtube DIVINO TV:

Negli stessi anni maturano la scelta di produrre vini rosati. Sia per la loro sensibilità di ascoltare la loro terra, sia perché in Francia senz’altro ne hanno assaggiati parecchi. E’ proprio lì, e più precisamente a Bordeaux, che si sono conosciuti. Erano entrambi in questo tempio del vino per acquisire la solida esperienza, che oggi consente loro di produrre vini di grande interesse. 

LE VIGNE ED ALTRI ABITANTI

Le condizioni pedoclimatiche sono eccellenti: siamo vicini al mare, scudati dalle Apuane e dagli Appennini, da cui arrivano venti freschi d’estate e he proteggono dalle minacciose intemperie provenienti da est.

Aiutano a regolare il clima anche i due fiumi (Freddana e Serchio), fra cui insistono le vigne, tutte caratterizzate da un buon drenaggio.

Matteo e Mina, in piena sintonia con la biodinamica, hanno idealmente diviso in tre zone le loro produzioni: visto che a metà altezza il terreno è limo sabbioso, hanno piantato l’uva rossa, per i vini rosati.

Leggi altri posts sui vini biodinamici

Nella parte più pianeggiante con composizione sciolta coltivano le uve bianche, mentre le vigne più alte, che affondano le radici nel suolo argilloso, danno vita ai vini rossi.

In tutto la proprietà conta 45 ettari di cui solo 18 sono occupati dal vigneto, 6 da seminativi ed il resto è lasciato bosco. Avevate bisogno di altre prove di sostenibilità? Ne abbiamo già parlato in altri posts di quanto il bosco sia importante per la regolazione del clima e per promuovere la naturale lotta integrata degli insetti.

Come si intuisce dal titolo di questo paragrafo, la proprietà non è abitata solo da umani, ma, anche da due dolcissimi fratelli asini e da galline pimpanti, che scorrazzano libere in un ampio spazio recintato.

Anche loro beneficiano della scelta biodinamica di Matteo e Mina e gli asini sono protagonisti in vigna, col loro letame e con le loro passeggiate che smuovono il terreno, mantenendolo vivo.

IN CANTINA

L’azienda produce circa 130 mila bottiglie, che fermentano in acciaio ed in cemento.  Capitare nel periodo della vendemmia è un privilegio, perché si possono vedere anche le uve rosse che macerano in mastelle. 

Hanno anche un’anfora, che utilizzano per l’affinamento di Pet nat, un vino prodotto col metodo ancestrale.

LA DEGUSTAZIONE

Rose’ 2019. E’ un blend di Sanfiovese, Syrah e Vermentino e viene prodotto, con entrambe le tecniche utilizzate per produrre i rosati. Vale a dire, con un breve contatto delle uve rosse con le bucce ed anche col salasso dai mosti del vino rosso. Profuma di rosolio, fragolina di bosco e melone. Ha una bella nota balsamica ed una mineralità interessante, ai quali si aggiunge una punta di pepe. In bocca il succo è polposo, decisamente sapido e fresco vivo, per una beva affatto banale ed una retrolfattiva elegante.

Pet nat 2019. Come vi accennavo, si tratta di un vino prodotto con metodo ancestrale: la fermentazione non viene svolta tutta nel contenitore in cui viene messo il mosto (in questo caso l’anfora), poiché viene imbottigliato prima che tutti gli zuccheri siano stati trasformati. In questo modo i lieviti continuano a scindere glucosio e fruttosio in bottiglia, producendo alcol ed anidride carbonica, che non si libera. Quando lo si versa nel bicchiere ha una copiosa schiuma cremosa. Ha profumi delicati ed eleganti di fiori bianchi, mela cotogna e pera. Il cavo orale è solleticato da una piacevole effervescenza e da una beva snella, fresca viva e sapida,  

Valle Buia 2019 La fa da padrone il Sangiovese, che qui in Lucchesia si esprime con gentilezza e non con la possenza chiantigiana. Lo accompagnano nella bottiglia anche il Colorino ed altri autoctoni a bacca rossa. Fermenta ed affina in cemento con malolattica spontanea. Un grande vino quotidiano!

È il vino sincero, genuino e buono. Un giusto equilibrio fra facilità della beva e complessità. Non è banale e neppure impegnativo. I profumi sono floreali di violetta e fruttati di ciliegia e susina, con un cenno di menta. Il sorso è beverino, ma non senza corpo ed il tannino già aggraziato. Molte cantine si focalizzano solo sulle ammiraglie, i loro vini complessi e strutturati, dimenticando che il pasto tipico degli italiani ormai è piuttosto leggero. Inoltre, anche durante gli aperitivi sta facendosi strada il vino, Ecco quindi che è anche strategicamente importante avere un vino quotidiano ben fatto.  

Sebastiano 2018 In questo vino, il Sangiovese è affiancato da due grandi vitigni francesi, il Merlot ed il Cabernet Sauvignon.

Affina in legno per 18 mesi. Profumi eleganti e complessi di valeriana, vaniglia, affumicatura, mora, prugna, pietra focaia ed in retrolfattiva un succo di liquirizia accompagna il tabacco dolce. Il tannino scalpita come un ragazzino che deve mettere giudizio, in un sorso caldo, con un bell’estratto, eppure nervoso, grazie anche a sapidità e freschezza. Ci delizierà ancora per qualche anno.