DAGLI ETRUSCHI A QUATTRO AMICI IN VIGNA

Prima di degustarne i vini, ci tengo a raccontarvi la storia del Castello di Ama, che mi piace moltissimo per due motivi. Innanzitutto, il suo passato è la prova del nove di quanto questa zona sia vocata alla viticoltura e c’è un altro segreto di questo successo e riguarda la proprietà. Ve lo svelo subito: l’amicizia che li lega. Come un filo invisibile unisce i tre elementi del terroir, così il delicato e flessibile ed al contempo solido, il filo dell’amicizia dà quel qualcosa in più, che inevitabilmente entra nel vino, migliorandolo.

Partiamo da lontano. Già gli Etruschi, grandi viticoltori, scelsero questa località di Gaiole per insediarsi ed il vino continuò ad essere prodotto durante il Sacro Romano Impero. Il Castello, costruito in questo periodo, non resistette all’invasione aragonese e le sue rovine rivivono nelle ville costruite nel ‘700.

Venendo ai giorni d’oggi, negli anni ’70 un imprenditore romano si innamorò di questo borgo. e fece appassionare altri tre amici. Così cominciarono insieme questa avventura. Mischiare amicizia ed affari è pericoloso, se non ci si vuole profondamente bene. Infatti, mettere d’accordo più di due teste per molto tempo presuppone grande rispetto. Se dopo più di 40 anni la seconda generazione continua a portare avanti questa blasonata realtà, significa che non hanno difettato di queste qualità.

LE VIGNE

L’azienda ha vitato 75 ettari a Gaiole in Chianti ad una discreta altitudine (420-520 m/slm). Anche questa realtà conferma una mia convinzione: nel Chianti Classico andrebbero definite, per poi valorizzarle, le MGA (menzioni geografiche aggiuntive). Nello stesso Comune abbiamo condizioni pedo-climatiche differenti, che danno vita ad espressioni territoriali particolari e, giustamente, il sito aziendale ce lo rammenta. Ma degustiamo finalmente alcuni prodotti di questa cantina.

Leggi il post sul Chianti Classico a Radda

LA DEGUSTAZIONE

Chianti Classico DOCG 2017

Viene prodotto da uve provenienti da vigne giovani di 15 anni di Sangiovese, con una punta di Merlot (4%). In fermentazione in acciaio i due vitigni si sono ignorati, per poi affinare insieme per 10 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio.

La frutta rossa domina il naso, passando dalla ciliegia ai frutti di bosco alla prugna, ed introduce alle spezie dolci, con un soffio di balsamicità. Il sorso è armonico, con una beva ampia e giustamente tannica. E’ un ragazzino, che si esprimerà al meglio fra qualche anno

Chianti Classico Gran Selezione DOCG San Lorenzo 2016

Qui entriamo in un cru, una vigna specifica che offre le uve, per questo vino davvero degno di nota. A San Lorenzo è dedicata la chiesa del borgo di Ama ed anche questa parcella. Il terreno è in prevalenza calcareo, con scisti argillosi, ed occupa 25 ettari e mezzo sopra i 450 metri. Si tratta di una Gran Selezione e quindi devono essere rispettate regole più rigorose nell’ambito della Docg.

In questo caso l’uvaggio è più ampio rispetto al vino precedente: 80% Sangiovese, 13% Merlot, 7% Malvasia Nera. La vinificazione viene fatta in acciaio, separata per vitigno, e con un’importante permanenza sulle bucce (dai 25 ai 27 giorni). Poi, il vino assemblato affina in barriques, di cui un quarto di primo passaggio, per 12 mesi.

La nota ematica tipica del Sangiovese spicca sugli altri profumi, fra cui una profonda nota iodata, la frutta rossa e nera, la grafite, le spezie, il cioccolato e la liquirizia, che si manifestano nette in retrolfattiva. In bocca è sapido, fresco, con un tannino composto, in un bel bilanciamento fra parti dure e morbide. La chiusura conferma l’eleganza del naso con discreta persistenza.  

Haiku Toscana IGT 2017

Gli haiku sono poesie giapponesi molto brevi (generalmente solo tre versi), che seguono una metrica rigorosa. Il motivo per cui questo vino ne porta il nome è il fatto che l’haiku prende ispirazione dalla Natura ed il suo linguaggio sensoriale cerca di catturare un’immagine e una sensazione.

L’attenzione poetica verso questo vino è dimostrata anche dal fatto che per produrlo ha un vigneto dedicato. Ed è solo da questo che provengono le sue uve. Si tratta del Montebuoni, con esposizione sud ovest ed un dislivello di soli 100 metri, in cui la composizione del terreno cambia considerevolmente. Sui 420 metri è argilloso, mentre man mano si raggiungono i 508 diventa calcareo e sassoso.

Le modalità di vinificazione ed affinamento sono analoghe a quelle della Gran Selezione, ma variano gli altri elementi del terroir. Cambiano il terreno, di cui si è appena detto, ed i vitigni: 50% Sangiovese e l’altra metà dell’assemblaggio equamente suddivisa fra Cabernet Franc e Merlot.

Questo vino è delicato ed intenso come un Haiku: ci apre la porta la rosa e poi troviamo prugna e ciliegia mature, mora, ribes e sottobosco. Un tripudio elegante di frutta che accoglie gli altri ospiti: la cifra ematica del Sangiovese e la sua balsamicità. In bocca è fresco, sapido, con un tannino vellutato eppure ben presente, che rende la beva decisa e di carattere. Quante sensazioni ed immagini…proprio come un haiku! 

Chianti Classico Riserva DOCG 2007

E’ l’ammiraglia aziendale, un blend di 80% Sangiovese e 20% Malvasia Nera, Merlot e Cabernet Franc. Le vigne che ce lo regalano hanno 35/40 anni di età: eleganza e saggezza assicurate ed il bicchiere ne è la prova. Vinificazione ed affinamento sono analoghi ai due precedenti vini.

Duettano in singolar tenzone la nota ematica ed il giaggiolo, fra i quali sbuca la rosa freschissima, incredibile visto che è un vino che ha ormai 13 anni! Tabacco dolce, cannella, pepe ed un pizzico di vaniglia mi inducono a passare all’analisi gustativa. Beverino con ancora tanto tannino, ma aggraziato e non mancano freschezza e sapidità! Ha ancora lunga vita!

Leggi il post sul Chianti Classico a Lamole