IL TERROIR

Fra Merano e Bolzano, 143 soci conferiscono le loro uve alla “kellerei” (cantina) Terlano, attiva dal 1893 e sinonimo di qualità, come molte cooperative del Trentino Alto Adige e della Sardegna. La valle intorno a Terlano ha esposizione sud est: perfetta per prendere il caldo che a queste altitudini e latitudini scarseggia e per accentuare l’escursione termica che consente un incremento dell’acidità e della carica polifenolica.

Grazie all’indiscussa qualità dei prodotti, frutto di un serio e disciplinato lavoro in vigna ed in cantina, la Terlano si è ampliata nel rispetto del territorio: la nuova ala è rivestita del porfido del terreno e ricoperta da viti.

LA DEGUSTAZIONE

Come ho scritto nel titolo ho assaggiato un vino base ed anche molto giovane: il Pinot Bianco 2016.

Uno dei motivi principali per i quali ho intrapreso il percorso di studi da sommelier è stato proprio quello di capire quali vini fossero realmente buoni, a prescindere all’etichetta e ricercandoli fra quelli più economici.

Eccone un esempio! Questo Pinot Bianco ha profumi intensi ed eleganti di mela verde, fiori di sambuco, erba, pepe bianco, pesca bianca soprattutto in retrolfattiva. La presenza di porfido nel terreno conferisce al vino una certa mineralita’ e lo rende sapido. È fresco vivo ed in retrolfattiva si sente un’elegante nota di rosmarino.