Quest’anno a Chianti Classico Collection, la rassegna delle anteprime dell’omonima DOCG, mi sono dedicata alle degustazioni di Radda in Chianti. Nonostante la DOCG occupi solo 70.000 ettari, ci sono condizioni pedoclimatiche molto diverse e la manifestazione esalta, molto saggiamente, questo aspetto. Infatti i banchi di assaggio sono ragguppati per Comune di produzione.

Dai miei posts precedenti sapete che sono una fan dei Chianti Classico di Lamole: pensate, una frazione di un piccolo Comune (Greve in Chianti), che ha un’identità sua propria e ben diversa dal resto del territorio.

Proprio per il fatto che prediligo i vini beverini rispetto a quelli opulenti, ho voluto farmi idealmente un giro per Radda in Chianti. La collocazione in medio-alta collina e la composizione del terreno, caratterizzato dalla presenza di galestro ed alberese, depone a favore della produzione di vini eleganti.

Ecco le mie degustazioni preferite, che proseguono in un post successivo.

BORGO LA STELLA 

I 16 ha di vigne si trovano sulla dorsale che guarda Siena a 600 m/slm con esposizione sud ed il terreno è composto prevalentemente da galestro ed alberese. I vini sono tutti affinati in tonneaux da 500 lt.

Chianti Classico 2017: annata caratterizzata da una brutta gelata ad aprile che ha ridotto drasticamenete le quantità. Al naso cioccolato, prugna, liquirizia, in bocca è beverino, con un tannino ruvido e tanta freschezza, che gli daranno longevità. Snellezza ed eleganza le sue caratteristiche. 

Chianti Classico 2016: una bella annata dal punto di vista climatico. Più ematico del precedente ed anche più minerale, con la grafite che si fa spazio fra la frutta rossa e la nota balsamica. Il sorso è più materico del 2017 ed il tannino scalpita sempre. 

Chianti Classico Riserva 2015: il 2015 insieme al 2012 è stato un anno di grazia per il vino in molte zone e senz’altro lo è stato in Toscana. Questo è forse il vino che più si avvicina ai Chianti tradizionali che eravamo abituati a bere fino a qualche decennio fa. Il naso è più terroso e dolce di frutta rossa matura. In bocca ha estratto e maggiore rotondità, pur rimanendo sempre snello. 

ARILLO IN TERRABIANCA

Le vigne occupano 12 ettari ed affondano le radici in un terreno prevalentemente argilloso fra 370/400 m slm. 

Chianti Classico Riserva 2014: Affina in botte grande per 15 mesi. Delicati frutti rossi lasciano spazio alla liquirizia. Il sorso è snello pur avendo un bel corpo ed il tannino è abbastanza assestato. Le parti dure sono sostenute da buona freschezza e sapidità. 

Chianti Classico Riserva 2016: Ematico e fruttato con maggiore balsamicità del 2014. Come ovvio, è più chiuso del precedente. In bocca ha una bella rotondità che chiude con cioccolato, vaniglia, tabacco dolce e frutta con discreta persistenza.

BORGO SALCETINO

Questa azienda, che si estende per 11 ettari fra 330/400 metri, è di proprietà della famiglia Livon, produttrice nel Collio. La vicinanza a Panzano si vede anche nel terreno che, pur mantenendo il galestro, è più argilloso.

Chianti Classico 2017: affina per 12 mesi botte grande. Pur essendo un ragazzino, i profumi eleganti sono già complessi, soprattutto floreali di viola e giaggiolo ed anche di frutta rossa. Spuntano il cioccolato, la grafite ed il pepe nero. Il sorso ha decisamente eleganza beverina, fresco vivo, sapido, col tannino dominante eppur composto. Gli aromi richiamano i profumi con la stessa eleganza e complessità. 

Chianti Classico Riserva 2015: Questo vino viene prodotto con le uve che provengono dalle parti più alte dei vigneti. Mi pare un vino di Lamole (e per me è davvero un complimento). Giaggiolo, finocchietto selvatico, fumé, frutta rossa. Grande eleganza al naso! In bocca, il vino beverino avvolge con calore il cavo orale prima di chiudere con sapidità e freschezza viva con retrolfattiva di buona persistenza. 

Chianti Classico Gran selezione 2015: Sono le uve vendemmiate per ultime. Affina per 30 mesi in barriques nuove ed il rischio sarebbe quello di sentirle troppo. Invece fumé e boisé non sono coprenti sui profumi freschi della frutta e poi i fiori, l’iris su tutto ed in bocca ancora grande bevibilita’.  

CORTEDOMINA

Sono dei neofiti non solo nell’imbottigliamento, ma proprio nel mondo del vino: gli piaceva, era il loro sogno coltivare la vigna. Così 5 anni fa, si sono innamorati di 4 ettari con esposizione da est a ovest di fronte a Volpaia ed hanno cominciato a coltivarli. Ho detto che non sono vignaioli navigati, ma non che sono degli sprovveduti (e lo sentiremo poi nei vini): si sono affidati a Barbara Tamburini, enologa capace e pluripremiata.

Chianti Classico 2017: Affina solo in acciaio eppure ha una bella complessità al naso: un chiacchiericcio ordinato di erbe officinali, frutta rossa, fiori rossi e giaggiolo, eucalipto, radice di liquirizia… In bocca esce anche il cioccolato in un sorso perfetto per la sua giovane età con tanta freschezza, sapidità ed un tannino ruspante. Gli aromi richiamano il naso. 

Chianti Classico Riserva 2016: Affina in barriques nuove, che lasciano solo un po’ di fume’. Si sente elegante il delicatissimo il profumo di fiori rossi, giaggiolo, frutta fresca, leggermente la liquirizia, che è più marcata come aroma. La beva è snella, come il precedente, di corpo, calda, fresca e sapida, col tannino che si sta componendo. 

BRANCAIA

Coltivano 18 ettari di terreno, composto in prevalenza da galestro fra i 300 a 450 m/slm. Le vigne sono circondate dal bosco: una manna per la termoregolazione e per la lotta fra gli insetti, col vantaggio di ridurre quelli malsani per la coltura della vite. Sono biologici dal 2019.

Chianti Classico 2017: Affina in parte in cemento e in parte in acciaio. Mineralita’, balsamicità, frutta e fiori rossi: il naso è senz’altro complesso ed elegante. La beva è snella e verticale con un finale che richiama i profumi con discreta persistenza. 

Chianti Classico Riserva 2016: Affina per 16 mesi di botte piccola. A differenza del precedente che è un Sangiovese in purezza, questo ha un 20% di Merlot a saldo. Tanta balsamicità su una nota ematica sulla frutta rossa. E’ beverino, sapido, fresco e con un tannino ruspante, finisce con liquirizia e cioccolato netti fra gli aromi.