Dopo i primi assaggi di cui vi ho già parlato, ho continuato le degustazioni di spumanti a Vinovip a Forte dei Marmi, perché c’erano produttori di prim’ordine che non potevo perdermi.
FERRARI
Impossibile non far tappa da uno dei migliori produttori italiani, se non il migliore! La famiglia Lunelli è un’eccellenza acclarata in tutto il mondo e credo che uno dei segreti del loro successo risieda nella rara virtù della riconoscenza, che porta con sé l’umiltà e
la capacità di trarre grandi insegnamenti dal passato. Ne è un esempio il fatto che il loro prodotto di punta l’abbiano chiamato “Giulio Ferrari”, in onore del fondatore: uno spumante straordinario!
Ma veniamo alla degustazione di Vinovip: Perlé Rosé Trentodoc Riserva 2012. La fa da padrone il Pinot Nero, assemblato con un 20% di Chardonnay. Ha una leggera ossidazione, così piacevole quando è appena accennata e voluta, che introduce alla crema pasticciera, che non stanca, perché rinfrescata da nota balsamica e minerale. In bocca è cremoso, suadente ed appena ti stai distraendo compiaciuta, ha una chiusura austera e pimpante che non ti aspetti e ti invita ad un altro sorso
Perlé Bianco, Trentodoc Riserva 2008
Ha riposato 8 anni sui lieviti per diventare uno spumante 100% Chardonnay, complesso e al tempo stesso vivace. Al naso arriva subito la crosta di pane, seguita da una nota minerale accentuata sulfurea, quasi polvere da sparo, e da una balsamicità spiccata con qualche pezzo di agrumi canditi. In bocca, nonostante gli anni, ha la verticalità che apprezzo tantissimo nello spumante, con tanta freschezza e sapidità ed una chiusura minerale quasi di salmastro.
FEUDI SAN GREGORIO
Devo confessarvi che non conoscevo il metodo classico di questa blasonata cantina, nota ai più per le caratteristiche etichette piccole e quadrate, vere opere d’arte, di cui va fiera l’azienda, come anche del fatto di essere irpini!
Dubl Esse
Esse sta per selezione, quella delle uve di Greco di Tufo, utilizzate per produrre questo pas dosé, che sta 36 mesi sui lieviti ed è fatto davvero con cura: non a caso per realizzarlo è stata chiesta la consulenza di Anselme Selosse, un piccolo produttore di Avize.
E’ tanto minerale, che profuma di polvere da sparo, ma anche di brioche appena sformata e di uva spina. In bocca è verticale e mi sorprende piacevolmente la bollicina finissima, che rende cremosa la sensazione tattile e chiude con spalla acida incredibile. Il finale ha una persistenza che riassume con eleganza i profumi appena sentiti.
MASTROBERARDINO
Terminiamo la degustazione di bollicine e vini bianchi, con un altro asso irpino, con una storia che parte da fine ‘800 e che non tradisce mai. Mastroberardino ha portato a Forte dei Marmi due paladini della sua terra, Fiano e Greco, espressioni di due cru. Di questa azienda apprezzo l’attenzione all’ambiente, che si traduce in lotta integrata, utilizzo di prodotti biocompatibili e quindi mantenimento della biodiversità.
Radici, il Fiano 2017, profuma di pera, fiori bianchi, pompelmo ed ha una nota balsamica di macchia mediterranea. In bocca ha un discreto corpo, è rotondo, fresco vivo e sapido ed in chiusura la zagara addolcisce la bocca e permane netta ed elegante.
Il Greco 2017 si chiama Novaserra, è minerale e profuma di mela, frutta esotica, salvia e pesca. Il sorso è rotondo e strutturato, molto verticale, decisamente minerale e sapido: un vino di carattere.
Meritano un accenno le etichette, vere e proprie opere d’arte, che riproducono i dipinti realizzati dagli artisti Maria Micozzi e Raffaele De Rosa sulle volte delle grotte di affinamento.