VILLA DI CAPEZZANA – CARMIGNANO DOCG

Come vi avevo scritto in un precedente post, sono stata a visitare la Tenuta di Capezzana, nel cuore della DOCG Carmignano. 

L’occasione è stata quella di una verticale di Villa di Capezzana, un blend, attualmente, di Sangiovese (80%) e Cabernet Sauvignon a saldo, che affina in tonneaux per più di un anno e per circa lo stesso tempo in bottiglia, prima di essere messo in commercio.

L’atrio che precede la sala delle degustazioni è adornato da 4 bellissime sculture dei Della Robbia: non ne ho mai viste tante in una residenza privata! Il merito è di Alessandro Contini Bonacossi, mercante d’arte e collezionista. Grazie a questa sua grande passione la cantina, una fra le pochissime in Italia, conserva bottiglie del 1931 ed è proprio questa la prima annata che mi viene offerta…

LA DEGUSTAZIONE: LE ANNATE…

1931

Non oso ossigenarlo per non rompere l’equilibrio di questo vecchio saggio che mi affascina con la cera d’api, il caucciù, una fresca nota mentolata che non è ancora canfora, confettura di frutti rossi, caffè, cioccolato e la delicatezza di un pot pourri di violette secche. Sentire i fiori, anche se non freschi, da’ spia dell’eleganza di questo vino. In bocca sorprende la freschezza, molto presente, il tannino che pur vellutato si fa ancora sentire in un sorso elegante.

Ormai è passata un’ora…lo riprendo per curiosità e mi ammalia ancora. 

1968

A bicchiere fermo avverto il sottobosco, una punta di eucalipto, il cuoio bagnato…osiamo scoprirlo ossigenandolo: ecco che la nota balsamica si presenta fiera e conferma l’ematico, appena svelato nella prima olfazione. Al naso salgono anche la grafite, la frutta rossa matura, la cera d’api, la lacca di smalto, la viola, caffè e tabacco. Il sorso è caldo, beverino, sapido e fresco, con un tannino che si palesa sulla porta del cavo orale ma solo per un cordiale saluto. 

1981

E’ la prima annata degustata dalla nascita della Carmignano DOC (1975). Il frutto rosso sotto forma di prugna e cassis cerca di fare il protagonista, ma è subito stoppato dalla balsamicita’ elegante e netta che ha come sottofondo il caucciù, il cacao, il caffè. In bocca che calore e snellezza nel succo che riempie il cavo orale e termina freschissimo e sapido con un tannino vellutato.

1998

Nel 1990 finalmente arriva il riconoscimento della DOCG. Il colore è profondo come il profumo di nota iodata e balsamica, con la pungenza smorzata un po’ dalla morbidezza della vaniglia…parte da quest’anno l’utilizzo della barrique, ben dosata. La bevibilità è sempre eccellente, il tannino ben presente e con freschezza e sapidità bilancia il calore. Nella persistente ed elegante retrolfattiva tornano ancor più netti la liquirizia ed il cioccolato.

2008

Sembra un ragazzino ed ha già 11 anni. Esplode il frutto rosso fresco e croccante, sempre la cera, sferzato dall’eucalipto che pizzica il naso prima che arrivino liquirizia, il chicco di senape ed il cioccolato. Che bevibilita’ nonostante il calore. un tannino, scalpitante e vellutato al tempo stesso, asciuga, prima che la freschezza stimoli di nuovo la salivazione. 

2016

Un bimbo! Andrà avanti 80 anni sicuro con questo tannino grippante ed elegante e la freschezza quasi viva. La liquirizia da’ profondità al profumo e torna netta ed elegante in retrolfattiva. La accompagnano la grafite, la foglia di pomodoro, il frutto rosso, la cera…complessità ed eleganza sempre le cifre distintive.