TERRE APUANE:

VINO, AMICIZIA E PADDLE
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IL VIGNAIOLO

Emanuele Crudeli mi accoglie a Fosdinovo, un borgo della Lunigiana che domina il grande golfo che va da Viareggio a La Spezia, dove produce il vino che arriva dalle vigne di Bonascola, una zona di Carrara particolarmente vocata alla viticoltura per le favorevoli condizioni pedo-climatiche: terreni argillosi, clima mediterraneo e ventilazione garantita dalle brezze del mare vicinissimo su cui si affacciano ed esposizione che consente di prendere il sole tutto il giorno.

Mi racconta subito della cantina, concessa in comodato dal carissimo amico, con cui gioca a paddle nel campo con splendido affaccio sul mare, e che era del figlio di Mario Soldati. Ma mettiamo in ordine tutte le informazioni del funambolico vignaiolo, che per anni ha fatto il cameriere in giro per l’Europa ed è stato stregato da un giocoliere che lo ha reso artista di strada per un lungo periodo, prima di tornare al primo amore, legato all’infanzia: la coltivazione della terra.

La proprietà in cui si trova la cantina era stata concepita dal precedente proprietario per essere un sistema chiuso autosufficiente con un vigneto con una pendenza piuttosto irta, circondato da olivi e campi di erba medica per nutrire gli animali della stalla, corredata da un piccolo frantoio e da una cantina sovradimensionata per le uve coltivate.

Ecco che la grande amicizia che lega l’attuale proprietario con Crudeli si è tradotta nella condivisione della cantina, per consentirle di lavorare a pieno regime. Mi affascina moltissimo l’alto muro a secco, costruito da abilissime maestranze sarde, che chiude la cantina dalla veranda esterna: opera da pochi!

Ma veniamo alla degustazione dei vini, che vengono prodotti con la lotta integrata, cercando di fare pochissimi trattamenti e non utilizzare il rame, che è comunque un metallo, che non fa benissimo al terreno ed alle piante.

LA DEGUSTAZIONE

Fra una chiacchiera e l’altra, ho degustato tre vini di Terre Apuane, parlandone col produttore, che mi fa tante interessanti domande per sapere cosa ne penso, ma non per strapparmi qualche complimento, ma per avere una mia opinione ed alla fine strappo anche un invito per una partita a paddle…nulla di meglio per un’ex tennista!

PERLE NUVOLE 2017
Vermentino in purezza, lo avvicino al naso e sento i profumi di idrocarburi e di una giornata di fine estate sferzata dal salmastro, mentre piove sulla macchia mediterranea su cui spunta il corbezzolo. E’ un vino estremamente evocativo. In bocca ha corpo, freschezza, pulisce la bocca con la chiusura amaricante tipica del vitigno ed il finale non è corto per essere un bianco. Vino elegante ed emozionante.

 

 

BIANCHEFORME 2017
Le uve provengono da vigne vecchie di 60 anni, che si traduce in produttività inferiore, ma maggiore eleganza.
Si tratta di un blend quasi tutto di Vermentino con aggiunta di Albarola e Malvasia. Tanto idrocarburo, ancora il mare e molto balsamico…una ventata di macchia mediterranea, fra la frutta fresca. In bocca è dolce e acido insieme, in una fusione di agrumi e frutta esotica, riempie la bocca. Poi diventa verticale mentre lo deglutisco e gli aromi fini restituiscono i profumi.
Il vignaiolo mi chiede quale bottiglia berrei fra Perle Nuvole e Forme Alte ed io, senza alcun dubbio: “Oggi Perle Nuvole e l’anno prossimo Forme Alte, perché il primo è già pronto, mentre il secondo va benissimo già ora, ma secondo me l’anno prossimo può sorprendermi” ed infatti me ne sono portata a casa un po’ da stappare nel 2019.

 

VERMENTINO NERO 2016
E’ un vitigno autoctono che non è scomparso, grazie alla tenacia di tanti produttori locali della Lunigiana e della costa Apuana, che lo hanno recuperato negli ultimi 30 anni. E’ un buon vino quotidiano, che, proprio per il vitigno, non pretende di avere chissà quale struttura e complessità. Già il colore è vivace: un brillante rosso rubino, da cui escono profumi di piccoli frutti rossi, violetta e spezie. In bocca è snello, con una grande acidità ed un tannino da addomesticare, che lo faranno andare avanti egregiamente qualche anno. Ne ho presa una per poterla provare fra 2 o 3 anni…vi farò sapere.

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Il blog di Laura Bertozzi

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