L’inizio dell’autunno è benedetto dal mio evento vitivinicolo preferito: l’anteprima di Slow Wine. Sono molti i motivi per cui mi piace: innanzitutto perché è Slow Wine e quindi la celebrazione di quei vignaioli che coi loro prodotti contribuiscono al rispetto dell’ambiente ed alla valorizzazione della natura, mostrandoci di cosa è capace se la si ascolta e la si valorizza. Poi i vini in degustazione sono davvero di alto livello, ma lo abbiamo appena detto: il dialogo virtuoso fra uomo e natura ha questa splendida conseguenza. Non da ultimo la cornice in cui si svolge, le Terme del Tettuccio a Montecatini: una struttura molto bella, in linea con Slow Wine.

Ma veniamo alle degustazioni, che dividerò in due post: gli spumanti ed i vini del Piemonte, a cui mancherà l’Alta Langa di Contratto, di cui ho deciso di parlare in questo articolo.

Letrari: Trento Dosaggio Zero Riserva 2011 

Al naso è pimpante nonostante non sia un ragazzino: minerale con profumi di mela e nocciola, una scorza d’agrume ed una nota balsamica. La bocca è riempita dalla bolla ampia e rotonda che rotola su gengive e palato, prima di chiudere amaricante, sapido ed ancora fresco.

 

Ferrari: Trento Extra Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2007

Giulio Ferrari è un omaggio della famiglia Lunelli al fondatore dell’azienda: la riconoscenza è un sentimento bellissimo sia per chi lo riceve, ma anche per chi lo prova ed in questo caso i risultati si vedono in una delle mie bollicine italiane preferite.

Un’armonia elegante ed aperta di profumi di freschi fiori bianchi, mela, bergamotto e l’evoluzione dei lieviti. Il naso è ampio e fine. In bocca rotondo, cremoso e verticale con la chiusura per nulla corta che richiama i profumi.

 

Contratto: Alta Langa Blanc de Noir Pas Dosé For England 2014

L’eleganza del Piemonte fa anche le bolle! A Canelli non smetteranno mai di ringraziare Carlo Gancia ed il suo entusiasmo di ritorno da Reims, che lo portò a produrre metodo classico ed a convincere altri viticoltori a farlo! Visto che siamo in Piemonte si puntò subito all’eccellenza ed ora per potersi fregiare di essere Alta Langa docg bisogna produrre uno spumante metodo classico, da uve Chardonnay e Pinot Noir, con rese bassissime (65%) e solo millesimato. Contratto è forse il mio produttore preferito di Alta Langa.

Si tratta di un Pinot Noir in purezza, che riposa 42 mesi sui suoi lieviti. La misurata e delicata ossidazione alla champenoise introduce dolce la mela cotogna, il pan brioche’, il timo e la maggiorana. Il sorso è rotondo, di struttura, e, mentre la bollicina fine accarezza la bocca, la freschezza viva e la sapidità danno verticalità e nerbo alla bevuta, che chiude con aromi fini e persistenti.

D’Arapri: M. Cl. Gran Cuvée XXI Secolo 2012

Amo molto questi produttori, che ho conosciuto proprio grazie a Slow Wine qualche anno fa. Sono bravi, inanzitutto perché sono in Puglia, che non è proprio famosa per i suoi spumanti e quindi non hanno potuto contare su una tradizione e quindi solide esperienze altrui. Eppure non si meritano una pacca sulla spalla di incoraggiamento, ma un vero e proprio plauso, perché il loro metodo classico è davvero buono! Si tratta di un blend fuori dal comune: Bombino Bianco, Pinot nero e Montepulciano d’Abruzzo. Un 2012 che sembra più giovane. Sale subito il profumo della pasta di lievito fresca, poi una mela croccante, la pera di San Giovanni, un mazzolino di fiori bianchi e d’acacia. Il bocca la bollicina è finissima, il sorso pieno e ci lascia con freschezza viva ed un finale persistente. Bravi!