IL MIO LOCALE PREFERITO A PIETRASANTA:

IL LUNEDI' DELLO STUDIO
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“Il Lunedì dello Studio” è il mio ristorante preferito a Pietrasanta ed uno di quelli che considero i migliori in assoluto. Non è semplicemente una questione di bontà dei piatti: quando andiamo fuori a cena o a pranzo, a seconda della nostra sensibilità, un locale ci piace per l’atmosfera (che significa arredamento, apparecchiatura, luci, posizione), per la qualità del servizio e degli ingredienti, oltre che della loro preparazione.

Per tutto questo insieme di fattori adoro andare in questo ex studio di scultura, dalle ampie finestre a volta con gli infissi in ferro battuto e qualche opera messa lì, appesa alla ringhiera del soppalco, posata sul bancone del bar o adagiata sul davanzale della finestra, come se fosse proprio un lunedì di quando era ancora un laboratorio e gli scultori si ritrovavano a mangiare e bere qualcosa.

Il ristorante è nascosto in un cortile interno, al riparo dal passeggio dei turisti e dal traffico delle macchine e si sviluppa in tre ambienti ben curati e molto accoglienti: il giardino, l’intero e la veranda, abitata da numerosi calchi di gesso.

Valeria, la proprietaria, è una ragazza bresciana molto giovane trapiantata da qualche anno in Versilia, ma non ha perso l’accento e neppure le tradizioni culinarie della sua terra. Nonostante sia presa dalla gestione della sala, mi viene incontro sorridente e si ferma a scambiare qualche battuta, mentre con la coda dell’occhio segue il percorso di un piatto appena uscito dalla cucina e risponde alle domande di un cameriere, con estrema serenità e senza farsi sopraffare dalla frenesia. Con la stessa cordialità ogni tanto ripassa dal tavolo per sincerarsi che vada tutto bene e far sentire i suoi ospiti a proprio agio: lei dice che è soddisfatta se vede i commensali che fanno così, mimando il segno di togliersi le scarpe.

Eccolo il segreto di questo posto: ci si sente estremamente comodi, rilassati, come se si fosse a casa, in un ambiente ben curato ma non freddo, tutt’altro.

No non mi sono dimenticata del cibo: è essenziale, ma alla stregua tutto il resto e visto che in genere nei nostri racconti, ma non nelle nostre sensazioni, passa in secondo piano, ho voluto parlarvene prima.

Partiamo dagli ingredienti ed anzi dal vino per dirvi di questi ultimi: anche Valeria ama i vini biologici e biodinamici e quindi il rispetto della nostra Terra e già questo mi sembra garanzia di qualità.

Il menù, ci ricorda che siamo in un ambiente artistico, quindi oltre la regola: non è suddiviso fra antipasti, primi e secondi, ma per tipologia: vegetariano, di terra e di mare.

Appena mi siedo non faccio in tempo a prendere in mano la lista che subito mi arrivano degli snack senza glutine, tiepidi di forno. Le specialità della casa contemplano anche i casoncelli (che purtroppo noi celiaci non possiamo mangiare), che arrivano direttamente da Brescia.

I piatti vengono raccontati e si riesce a visualizzare il cuoco intento nei preparativi mentre Valeria ce ne parla e si vede tutta la passione sua e di suo fratello, lo chef, nella descrizione.

A me piace moltissimo il loro trancio di tonno concio: tonno che prepara sott’olio il cuoco e che serve con una salsa verde…nonostante sia bello compatto, appena in bocca si scioglie e la salsa verde gli conferisce una freschezza ed un sapore ottimi. Anche la giardiniera preparata in casa è da provare! 

Un altro piatto eccellente sono gli spaghetti con la puttanesca di polpo. Anche noi celiaci possiamo mangiarli perché hanno la pasta glutenfree, che come ben sapete è noiosa da cuocere: un attimo prima è cruda ed il secondo dopo è scotta. Ecco qui no: perfettamente al dente, i profumi di capperi ed olive preannunciano un gusto esplosivo e delicato al tempo stesso.

E per finire la golosissima cheese cake con marmellata ai fichi, fatta ovviamente dallo chef, e mandorle…che dire…non vedo l’ora di ritornarci!

Da non sottovalutare il rapporto qualità prezzo che è davvero buono.

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IL LUNEDI' DELLO STUDIO

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