Vi ho già parlato di Mare Mosto in un precedente post, in cui vi ho raccontato le mie degustazioni di vini bianchi. Ora dedichiamoci a Rossese ed Ormeasco. Quest’ultimo vitigno è più conosciuto come Dolcetto, nome utilizzato in Piemonte. Entrambe le Regioni si contendono la sua primogenitura, ma è facile che la sua diffusione non abbia guardato i confini, leziosità umana!

Il Rossese invece pare sia arrivato dalla Francia, ma possiamo definirlo ormai un vitigno tipico del Ponente ligure, dove si esprime al meglio, grazie al flysch, che conferisce grande mineralità. Si tratta di scisto marnoso che tende a sfaldarsi, che troviamo anche in Friuli, in particolare nel Collio e nei Colli Orientali.

POGGI DELL’ELMO

Coltivano la vite da più di un secolo: hanno superato la fillossera, che aveva devastato le coltivazioni a fine ‘800, e l’altra grande crisi, stavolta economica, che aveva prodotto l’abbandono delle campagne a partire dagli anni ’60. Non hanno mollato e la tenacia ha dato loro ragione: nell’estremo Ponente, al confine con la Francia, il loro Rossese ha qualcosa da dire.

ROSSESE DI DOLCEACQUA DOC SUPERIORE PINI 2017

Affina per 12 mesi in acciaio. Profuma di fiori rossi, ciliegia, tostatura ed affumicatura, radice di liquirizia. In bocca è molto fresco, sapido con un bel tannino giustamente presente. Chiude con aroma di liquirizia e speziato di chiodi di garofano.

ROSSESE DI DOLCEACQUA DOC SUPERIORE ELMO PRIMO 2016

A differenza del vino precedente, trascorre 10 mesi in barrique, per poi passare 5 mesi in acciaio e quindi 2 in bottiglia. Trovo maggiore mineralità al naso, frutta rossa matura, pepe ed un accenno di vaniglia. Il tannino è elegante, addomesticato dal legno piccolo. La chiusura ha aromi dolci ed eleganti.

TENUTA ASCARI

ROSSESE DI DOLCEACQUA DOC 2017

Un vino ben fatto, frutta rossa dolce e poi la balsamicità di tutta la macchia mediterranea ed il salmastro che viene dal mare. In bocca ha un corpo snello con un estratto che si sente ed è scalpitante, non più suadente come il naso, in una dinamica di contrasto molto interessante. E’ un nerbo deciso ma non scomposto, con chiusura tannica, sapida e fresca.

GUGLIERAME

Coltivano 2,5 ettari da generazioni, dai Marchesi di Clavesana, i cui possedimenti si estendevano da Marsiglia a La Morra, e comprendevano possedimenti anche a Pornassio. I vigneti sono situati a 550 m/slm e tutte le operazioni in vigna ed in cantina sono dichiarate naturali.

ORMEASCO SCIAC-TRA’ DOC 2018

“Sciac-trà” significa schiaccia e trai, perché il mosto viene lasciato per poco a contatto con le bucce. L’uva appunto viene schiacciata e separata dalle parti pigmentanti. Ha una nota balsamica amplissima, nella quale si affaccia della fragolina di bosco. La beva è fresca, sapida e leggermente tannica.

ORMEASCO DI PORNASSIO SUPERIORE 2016

Frutta rossa piccola matura, fiori rossi, la delicatezza del talco, una leggera affumicatura, definiscono elegante e complesso il naso. Il sorso è pieno, succoso, rotondo e caldo. Non mancano freschezza, sapidità e tannino.