Mare di Vino non delude mai: formula collaudata ormai da anni all’insegna del buon bere e del buon mangiare, della facile fruibilità e degli eventi collaterali per chi vuole approfondire e per chi vuole andarci con la famiglia, senza paura che i bimbi si annoino. Il tutto all’insegna della celebrazione del grande patrimonio della costa toscana, che mi rende fiera di essere di queste parti!

Visto che lo scorso anno mi ero dedicata ad altro, in questa edizione ho degustato un po’ di Bolgheresi ed ecco quelli che più mi sono piaciuti:

I luoghi

Podere Ritorti 2015 Bolgheri DOC

E’ un Cabernet Suvignon, con un 20% che si contendono Cabernet Franc,  Melot e Syrah. Al naso eleganti la prugna, la mora, la foglia di pomodoro, una punta di cioccolato e la vaniglia. In bocca ha succo e freschezza. Il tannino, nonostante la giovane età, è già ben addomesticato dai 14 mesi di barriques

 

 

 

Campo al fico 2015 Bolgheri DOC Superiore

Anche questo vino viene dalla favorevole annata 2015 ed è sempre il Cabernet Sauvignon il protagonista, con un 20% a saldo di Cabernet Franc. Qui è maggiore la pungenza delle spezie, il pepe nero in particolare, e della nota balsamica rispetto al primo ed il boisé marca di più il naso, rispetto alla dolce frutta. Lo stesso passaggio in barriques rende il tannino già gradevole. Il fatto che in bocca sia più vibrante e maggiormente complesso al naso, me lo fa preferire rispetto a Podere Ritorti.

 

 

 

 

Mulini di Segalari 

Che bello scoprire un’azienda biodinamica fra i bolgheresi! I due ettari e mezzo di vigne si trovano fra un bosco ed un ruscello e da conoscitori rispettosi della natura, non hanno abbattuto nulla per avere più ettari coltivabili, ma si avvantaggiano dei benefici effetti di mitigazione del clima ed anche degli insetti per la lotta integrata.

Tutti i vini sono contraddistinti da una grande bevibilità. Guardate che belle le etichette: acquerelli differenti per ogni vendemmia, che vogliono esprimere le emozioni dell’azienda.

Solo Terra 2016 Costa Toscana IGT

Un Sangiovese che profuma di viola, erbe officinali, salmastro, piccoli frutti rossi. L’eleganza dei profumi si ritrova in bocca: beverino e succoso, sapido e fresco. Ha un tannino ben presente ma non ruvido. L’equilibrio raggiunto e la genuinità del vino è merito forse dell’affinamento in giare di terracotta da 500 litri che oltre ad essere inerti e micro ossigenare il vino, grazie alla forma a uovo lo dinamizzano.

 

 

Ai confini del bosco 2016 Bolgheri DOC

Anche se è maggiore la percentuale del Merlot (60%), si sente subito preponderante la nota vegetale del Cabernet Sauvignon (30% ed a saldo il Syrah), oltre alla balsamicità delle erbe officinali ed ad una punta di china, oltre ai frutti neri. Bandite le barriques (e si sente dal fatto che la vaniglia non è nel novero dei profumi), l’affinamento è in botte grande ed in bocca infatti il tannino scalpita, ma non è scomposto, grazie alle operazioni gentili dalla vigna alla cantina. Non manca di freschezza e sapidità ed un sorso ne richiama un altro.

 

 

 

Mulini di Segalari 2015 Bolgheri Superiore DOC

Rispetto al precedente profuma in modo più netto di piccoli frutti neri ed anche di castagno e di sottobosco. Si apre ed ecco la nota iodata. Bisognerebbe aver tempo per aspettarli e sorprendersi della mutevolezza dei profumi col passare del tempo…

 

 

 

 

Campo alla Sughera

Questo connubio europeo, grazie all’incontro fra il viticoltore italiano e la proprietà tedesca (gli imprenditori edili Knauf), è particolarmente virtuoso e da qualche anno sta dando vita a vini degni di nota

Adeo 2016 Bolgheri DOC

Blend di 60% Cabernet Sauvignon; 40% Merlot è balsamico ed ha un corredo elegante di frutti rossi, succoso e con tannino ancora da addomesticare, nonostante il passaggio in barrique.

 

 

Arnione 2013 Bolgheri Superiore DOC

Qui i vitigni coinvolti sono tutti quelli del taglio bordolese: Cabernet Sauvignon (40%), Merlot (20%), Petit Verdot (20%) e Cabernet Franc (20%). E’ un vino volutamente più complesso del primo: oltre alla frutta ecco anche un’interessante speziatura  di tabacco dolce, pepe nero…ed anche la nota vegetale del Cabernet Sauvignon. In bocca è maggiormente strutturato con un buon corpo, morbido, fresco, sapido ed un finale persistente.

 

 

Campo alla sughera 2012

L’ammiraglia dell’azienda frutto della compresenza di Petit Verdot (70%) e di Cabernet Franc (30%). Il fiore delicato introduce  una serie di profumi come i frutti rossi e le spezie che hanno tutti questa cifra. In bocca è più beverino dei primi due, chiude con la dolcezza della mora e la pungenza della nota balsamica, con un tannino ancora indomito che lo porterà lontano.

 

 

 

 

Le Macchiole

Questa azienda produce uno dei miei bolgheresi preferiti…

Paleo 2015

Silenzio, parlano i vitigni. Lo metto al naso e sento un chiacchiericcio della foglia di pomodoro del Cabernet Sauvignon, con la mora del Merlot ed il truciolo di matita del Franc: che bella dinamica! E non mancano la prugna, il cioccolato, il pepe e la nota balsamica. In bocca si sente un estratto di tutto rispetto unito alla bevibilità. Chiude con freschezza e tannino già aggraziato, anche se parecchio importante, con una retrolfattiva persistente

 

 

 

Campo alle Comete (Feudi San Gregorio)

Questi esperti vignaioli, noti per la produzione di vini da autoctoni campani, la loro terra, non finiscono mai di creare, sperimentare (provate il Dubl Esse, metodo classico da Greco di Tufo di cui ho parlato in un precedente post). Si sono avventurati anche in Toscana con “Campo alle Comete” e vi suggerisco di andare a visitare il sito, perché vi farà tornare un po’ bambini ed al contempo è ricco di informazioni che ogni appassionato di vino vuole trovare.

Cabernet Sauvignon 2016

In purezza affina per metà in acciaio e per metà in barriques. Un vino che ha un ottimo rapporto qualità prezzo e non è così scontato per i vini idi Bolgheri! La foglia di pomodoro introduce a fiori rossi, alla noce moscata al pepe nero, all’eucalipto ed al fieno. La bocca è piena di succo ed il finale non particolarmente lungo è fresco, sapido e tannico.