IL TERROIR: IL VITIGNO

Uno dei tanti autoctoni che rischiava l’estinzione se alcuni illuminati vignaioli, primo fra tutti l’agronomo Giuseppe Mogavero, non lo avessero salvato. Bisognerebbe fare un monumento a questi appassionati visionari che ci permettono di degustare ancora questi tesori. Anche perché scommettere su un vitigno poco produttivo e che predilige solo le colline più alte non è da tutti! La Tintilia pare sia stata introdotta in Molise dagli spagnoli, in particolare da soldati Borboni, come ci racconta Raffaele Pepe, primo a citare questo vitigno nel 1811. 

La Tintilia dal 2011 è Doc, l’unica molisana da vitigno autoctono. 
Le uve devono essere coltivate a un altitudine minima di 200 m s.l.m. Le tipologie ammesse sono il rosso, il rosato e il rosso riserva. La percentuale minima di uve tintilia deve essere del 95%, col restante 5% ammesso per vitigni a bacca rossa non aromatici. La riserva deve subire un invecchiamento minimo di due anni, a partire dal 1° novembre dell’anno di vendemmia

IL TERROIR: IL MOLISE

La coltivazione della vite in queste terre parte da molto lontano e celebri autori l’hanno apprezzata.

La importarono i Greci, che arrivavano sulle coste pugliesi e barattavano i loro prodotti, fra cui la vite, con latte e lana dei pastori sanniti, che svernavano in Puglia. 
Plino il Vecchio (I secolo d.C.) elogia particolarmente i vini prodotti nella zona di Isernia.

Giuseppe del Re, politico e letterato, scrive nel 1836 che “i vigneti del Molise, che si sviluppano quasi sempre sulle cime delle colline, occupano circa quattro mila ettari e sono ricchi di diversi vitigni”. E nel 1922, l’enologo Francesco Carpentieri ribadisce: “Nel Molise si producono ottimi vini bianchi, specialmente a Montagano, Campo di Pietra e a Toro; hanno un colore chiaro, un aroma fresco e gusto puro e piacevole”

IL TERROIR: IL PRODUTTORE, VINICA

È un atto di amore di un emigrante di ritorno, Rodolfo Gianserra, che dal 2008 coltiva terre in Molise, in parte si tratta di viticoltura, fra i 650 ed i 750 m/s.l.m. Si tratta di un’azienda biologica fin dalla sua nascita, con rese bassissime (40/50 q.li/ha). La produzione è naturale: in vigna nessun prodotto chimico, vigneti inerbiti ed in cantina lieviti indigeni e banditi chiarifiche e filtrazioni.

LA DEGUSTAZIONE

TINTILIA DOC LAME DEL SORBO 2013

Il colore è profondo come i profumi di sottobosco, pepe nero, cioccolato, frutta rossa, con una nota balsamica che rinfresca tutto. L’eleganza del naso si trasferisce al sorso, vellutato, rotondo e poi verticale di sapidità e freschezza, sorprendente per non esser più un ragazzino, e ancora il velluto nel tannino aggraziato. Finale elegante e lungo con le spezie ed il cioccolato, in particolare, che tornano netti.

.