LA TENUTA DI GHIZZANO ED IL SANGIOVESE GENTILE:

L'IDENTITA' TERRITORIALE DEL VINO
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La famiglia Venerosi Pesciolini non può dirsi proprio una new entry nel mondo del vino, visto che se ne occupa dal 1370 e per questo motivo le loro scelte recenti sono ancor più coraggiose ed apprezzabili. Avrebbero potuto continuare a produrre in maniera tradizionale ed invece dal 2003 si sono convertiti al biologico, hanno messo al bando diserbanti, insetticidi ed anticrittogamici e, non contenti, dal 2006 si sono convertiti alla biodinamica. Non si tratta di un percorso semplice e veloce: bisogna imparare, frequentare corsi, confrontarsi con chi ha più esperienza e soprattutto provare. Dialogare con la natura e vedere cosa replica alle nostre battute: con la biodinamica non si cerca di piegarla, ma la si ascolta, e all’inizio non è così semplice.

Eppure Ginevra e Francesca, le sorelle Venerosi Pesciolini, hanno scommesso su questo modus operandi, che ribadisce la filosofia che viene portata avanti da centinaia di anni: il vino deve essere espressione del territorio e, aggiungo io, del bagaglio della storia familiare che si traduce nei gesti di allevamento delle piante.

LA TENUTA

Non potrebbe essere diversamente, vista la bellissima Tenuta: dalla torretta l’occhio si perde in una vista a 360 gradi fino al mare pisano, alle colline retrostanti Peccioli e poi nel bellissimo giardino all’italiana. Fu fatto costruire nel 1934 dal nonno delle padrone di casa per la nascita di loro padre, figlio maschio tanto desiderato ed arrivato dopo molte femmine…ma ora sono proprio loro, due donne, le signore del vino, che lo valorizzano, rendendolo teatro di interessanti incontri di arte, musica ed enogastronomia.

Allo stesso modo il salone della casa padronale viene condiviso con tutti gli appassionati dei prodotti della Tenuta durante alcune particolari degustazioni e sono stati preservati in soffitta gli antichi caratelli da 50 litri che venivano utilizzati per l’affinamento del passito, con un effetto estufagem (vedi GLOSSARIO), prodotto ancor oggi con malvasia bianca, trebbiano e colombana. Questa uva, resistente all’attacco dei funghi e ricca di zuccheri, è tipica proprio di Peccioli e fino a qualche decennio fa era l’uva da tavola più diffusa grazie alle sue proprietà ricostituenti e disintossicanti, tanto che anche da fuori, in special modo da Firenze, nel periodo della vendemmia arrivavano famiglie a fare la cura dell’uva colombana.

I VINI

Ma veniamo ai vini…non possiamo parlarne, come sempre, senza aver individuato il terroir e quindi il vignaiolo, l’ambiente in cui vive e la sua filosofia, e le condizioni pedoclimatiche,a dir poco favorevoli alla coltura della vite. Infatti Ghizzano si trova ad un’altitudine di 200 metri sul livello del mare, affacciato di fronte al mare dal quale arrivano brezze rinfrescanti (ve ne accorgerete in torretta che vento tira!), che asciuga e mitiga il clima di questo borgo situato a 40 km da Pisa ed altrettanti da Livorno.

Le operazioni della raccolta ed in cantina proseguono nel rispetto dei frutti della natura: la raccolta è effettuata a mano, così come la cernita dei grappoli, la pigiatura avviene coi piedi, non vengono aggiunti lieviti e non vengono utilizzate pompe per travasi e rotture del cappello. Per l’affinamento vengono utilizzati acciaio, cemento, botti di legno, tonneaux e solo per il Nambrot delle barriques. Poiché l’utilizzo è strettamente legato all’evoluzione del vino e non alla cessione dei tannini del legno, si cercano di evitare recipienti nuovi, prediligendo secondo e terzo passaggio.

LA DEGUSTAZIONE

Ed ecco i vini che ho assaggiato:

IL GHIZZANO BIANCO I.G.T. COSTA TOSCANA 2016

Blend: 50% vermentino, 30% trebbiano e 20% malvasia bianca. Ha profumi floreali e la retrolfattiva lo conferma, chiudendo con una nota amarognola tipica del vermentino. Il finale è piuttosto lungo.

IL GHIZZANO I.G.T. COSTA TOSCANA 2015

E’ il sangiovese base (solo un 5% di merlot) della casa ed è esattamente come deve essere: non una brutta copia del Veneroso ma un vino beverino, facile, ottimo come aperitivo ed anche su piatti semplici, per una serata in compagnia. Questo non vuol dire affatto che non sia un vino ben fatto o che non abbia prospettive di invecchiamento, anzi! Fresco vivo, ha un tannino ancora a trama grossa quasi polverso, che asciuga immediatamente la bocca: buone prospettive di evoluzione.

Il colore rosso rubino non è troppo scarico ed i profumi sono quelli varietali, visto che non fa passaggi in legno. Come detto in precedenza si tratta di un sangiovese gentile, sia per le condizioni pedoclimatiche che per il fatto che non vengono usate pompe e la pigiatura avviene coi piedi. Si sentono il sottobosco con i suoi piccoli frutti a bacca rossa (mora, cassis), pepe nero e marasca. In bocca è di corpo e succoso ed il finale è sufficientemente persistente.

IL VENEROSO D.O.C. TERRE DI PISA 2013

Secondo me il vino top dell’azienda, viene prodotto per il 70% con sangiovese (viti più vecchie di quelle del Ghizzano, che sono del 1999) e per il 30% con cabernet sauvignon. Tanti non amano il cabernet sauvignon perché lo associano a un forte odore erbaceo, ad un peperone ingombrante, ma questo succede nei vini non fatti a regola d’arte. In questo caso il vitigno bordolese aiuta solo a conferire freschezza al vino, sempre nella filosofia di Ghizzano di fare vini eleganti e questo lo è. Profuma di ciliegia e mora mature, vaniglia (passa in legno ma non è marcato eccessivamente), liquirizia, l’eucalipto del sangiovese, tabacco…ha una bella mineralità ed in bocca si sente che ha un bell’estratto secco, è di corpo e rimane succoso. Il tannino è setoso, fresco vivo e sapido ha un finale lungo.

GLOSSARIO

Estufagem: E’ la modalità di affinamento del Madeira, ora nella maggior parte delle aziende, effettuato attraverso delle vere e proprie caldaie, ma che tradizionalmente consisteva nel riporre il vino in botti stipate nelle soffitte. Il caldo torrido dell’isola, specialmente sotto tetto, provoca un innalzamento delle temperature tali da conferirgli quell’ossidazione tanto tipica da essere chiamata “maderizzazione”

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TENUTA DI GHIZZANO

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