IL TERROIR

Siamo in provincia di Ragusa, nella patria del Nero d’Avola e del Frappato. Più precisamente a Chiaramonte Gulfi affonda le sue radici la famiglia dei Baroni di Pianogrillo. Lorenzo Piccione di Pianogrillo è l’ultimo discendente ed è molto innamorato della sua Sicilia: si vede da come ne rispetta la terra e ne valorizza le risorse. Eccellente produttore di olio, ha cominciato a dedicarsi alla vinificazione, vitando 4 ettari della sua tenuta, ed è anche encomiabile il progetto di allevamento allo stato quasi brado dei suini neri siciliani, che si nutrono di ghiande, carrube e olive. Tutta l’azienda è condotta in modo biologico.

Per quanto concerne la viticoltura, i protagonisti sono i vitigni autoctoni, Nero d’Avola e Frappato, coltivati a 470 m/slm su terreni calcarei argillosi. Il filo conduttore che accomuna i vini è la grande mineralità che si sposa con l’eleganza e la bevibilità.

Gli affinamenti prevedono solo legno grande (botti di rovere da 25 hl) per ammorbidire i tannini, senza stravolgere i veri protagonisti: le cultivar autoctone Nero d’Avola e Frappato.

LA DEGUSTAZIONE

Curva Minore 2017 Cerasuolo di Vittoria Docg

Si tratta dell’unica docg della Sicilia, riconosciuta nel 2005, che prevede almeno fra il 50% ed il 70% di Nero d’Avola, con il Frappato a saldo. In questo caso viene utilizzata la quantità massima di Nero d’Avola per un vino minerale sia nei profumi sulfurei che nel sorso. Al naso la frutta appena colta è quella piccola e rossa ed il melograno, la ciliegia ed una leggera nota boisé, accompagnata dalla balsamicità. La beva di buon corpo chiude fresca, sapida e con un tannino giusto sia in quantità che in qualità

Frappato 2017 Igt

Un’ottima espressione di questa cultivar, caratterizzata dalla pimpantezza più che dalla struttura. Ed ecco che al naso si sentono eleganti la fragola,i  fiori rossi e la nota balsamica. In bocca è snello, caratterizzato da sapidità e freschezza e da un tannino già composto. In retrolfattiva tornano netti ed eleganti la frutta e le erbe aromatiche, oltre ad una definita affumicatura.

Otto otto 2015 Igt

Solo 4.000 bottiglie e si sente la cura nella coltivazione e nella vinificazione di questo vitigno. Negli anni ’90 era esplosa la moda del Nero d’Avola, che arrivava sulle nostre tavole molto morbido e corposo, troppo ruffiano, ma per fortuna qualche viticoltore illuminato, come Lorenzo Piccione di Pianogrillo, ci ha restituito l’altra faccia di questa cultivar: eleganza e freschezza, oltre a struttura. 

Il nome di questo vino origina dalla trazzera borbonica che attraversa le vigne. I profumi sono eleganti di frutti di bosco (fragoline, cassis, mirtillo) e melograno. Il sorso, pur essendo strutturato, non ha un corpo ingombrante, ma succoso e beverino, con chiusura persistente, fresca, sapida e con un bel tannino che c’è, ma con grazia. Insomma un vino che si può bere con spensieratezza, senza aver paura che a tavola soverchi le pietanze.