IL TERROIR

Quando si parla di Favorita si svela già il territorio, vale a dire il Roero, come ho detto in post precedenti. Quella lingua di terra ricca di sabbia, sulla riva sinistra del Tanaro. Proprio la sabbia, rimasta dal mare prosiugatosi 130 milioni di anni fa, consente alla “sorella” del Vermentino, la Favorita, di esprimere il meglio di sé. I terreni di Canale, dove Giacomo Vico coltiva la Favorita, hanno una composizione ottimale. Oltre alla sabbia si trovano anche marne ed arenarie, che conferiscono mineralità al vino ed un po’ di argilla, ideale per la struttura.

IL TERROIR: L’AZIENDA

L’azienda prende il nome dal figlio di Giovanni Battista Vico, che già ai primi del ‘900 comprese le potenzialità dei suoi vini, imbottigliandoli. Da appassionato ufficiale dell’Aeronautica, scelse il simbolo dell’aviazione come suo marchio e cominciò a far volare le sue bottiglie fuori dai confini nazionali, esportandoli in Francia ed in Argentina. La nomina recente del compianto Giacomo, bis nipote del fondatore, ad Ambasciatore del Roero nel mondo, ha riconosciuto questa capacità di promozione internazionale.

LA DEGUSTAZIONE

LANGHE FAVORITA DOC 2018

Come sapete, a Vinitaly 2019 mi sono dedicata all’assaggio della Favorita, vitigno che amo molto e che purtroppo non ha ancora la fama che merita.

Fra le migliori, non posso non annoverare quella di Giacomo Vico, che affina solo qualche mese in acciaio, prima di entrare in commercio. Ho provato l’annata 2018, che, dopo la siccitosa e calda 2017, ha goduto di un clima equilibrato. E’ un vino già pronto, ma credo proprio che se stappassimo la bottiglia fra 2 o 3 anni ci potrebbe sorprendere piacevolmente.

Ci invita a conoscerla una netta, fresca ed ampia nota balsamica, seguita dalla banana, dalla melae dall’albicocca posate sull’erba fresca appena tagliata. Il sorso è rotondo e insieme fresco vivo e sapido, con un finale elegante come il naso, che riporta tutti i profumi sentiti con sufficiente persistenza.