IL TERROIR

Dal blu cobalto del mare, nel cuore delle Cicladi, affiora la roccia scura del vulcano di Santorini: un contrasto che non è solo di colore, un connubio che non è solo di profumi. Spazzate dal vento, le vigne sono dei nidi che proteggono i grappoli d’uva dal vento e dall’escursione termica e li fanno crescere rigogliosi sia che siano di Assyrtiko, sia che si tratti di Athiri: bacche bianche che stanno alla base del vino che ho degustato.

Lo produce Domaine Sigalas, nata nel 1991 e già dal 1998 in crescita

Il vino a Santorini non è proprio una novità, visto che si coltivava già dal diciassettesimo secolo a.c. e ad assaggiare questo vino pare proprio non si sia mai smesso!

LA DEGUSTAZIONE

Ho degustato un blend di due vitigni autoctoni di Santorini: l’assyrtiko (75%) e l’athiri a saldo, che si coltiva in tutto il Mar Egeo.

Dell’annata 2016 annuso il tappo e sento la pesca bianca e l’albicocca. Chissà come sarà fruttato ad una prima olfazione. E invece no! Un’intensa mineralita’ mi pervade, sembra quasi polvere da sparo ed ecco subito si fa largo la dolcezza della frutta che avevo sentito nel tappo ed in un attimo la pungenza della macchia mediterranea. È una montagna russa di profumi ed in bocca questo netto contrasto si ripete: calore e viva freschezza, rotondità piena e sapidità. E poi che finale lungo con tutti gli aromi che tornano, fini!