LA MANIFESTAZIONE

Champagne: ecco la guest star di quest’anno.

Come lo scorso anno (guardate il post sui vini ungheresi), anche questa edizione dell’Anteprima dei Grandi Cru della Costa, ha ospitato vini stranieri.

E quest’anno il protagonista è stato proprio lo Champagne. La selezione, curata da “Le Bollicine” prevedeva vini delle principali zone della Champagne (Montagne di Reims, Côte des Blanc e Vallée de la Marne) ed io mi sono finalmente arresa: non amo i Blancs de Blancs più del Pinot Nero o viceversa, non sono neppure una tifosa sfegatata del “Mugnaio” (il Pinot Meunier). Ho fatto pace con la mia indecisione, dopo aver parteggiato prima per l’uno e poi per l’altro, giurando una breve fedeltà. Ma bando alle ciance, voglio farvi degustare con me alcuni Champagnes davvero interessanti – e non è scontato che lo siano -. Tutti i produttori sono Récoltant Manipulants, vale a dire che gli Champagnes che producono sono frutto delle loro uve e quindi si occupano di tutto il ciclo di lavorazione.

LA DEGUSTAZIONE

LA CÔTE DES BLANCS

WARIS HUBERT – BLANC DE BLANCS LILYALE DOSAGE ZERO GRAND CRU

Questa azienda si trova ad Avize, Comune Grand Cru che è il migliore per condizioni pedoclimatiche (sui Grand Cru della
Côte des Blancs leggete il mio post in proposito). Coltivano lo Chardonnay da ben 4 generazioni.
Lilyale è prodotto con uve provenienti da Avize, Oger e Cramant e quindi se dal primo Comune trova in dote l’eleganza, gli altri due conferiscono mineralità e struttura. Profuma di burro, brioche, gesso, incenso ed una leggera nota agrumata. La beva fresca viva e sapida da’ grinta dopo che i profumi dolci ci avevano accarezzato.

DAVIAUX – BLANC DE BLANCS BRUT GRAND CRU

Si tratta di una cantina molto giovane, soprattutto per la Champagne, che ne annovera di centenarie: la sua nascita è del 2014, ma le vigne sono state ereditate dai nonni. Tre ettari fra Chouilly e Cramant.
Vedo il panettiere che tira fuori dalla madia il pane lievitato pronto per il forno e lo avvicina ai fiori d’acacia e ad una croccante mela verde profumata di incenso. Il sorriso che mi dà questa immagine mi prepara al sorso, intenso e setoso.

PIERRARD -BLANC DE BLANCS BRUT LES HAUTES BAUVES 2008 GRAND CRU

Nel mio ordinato elenco di degustazione compariva questo Champagne, ma mi conducono a degustare prima i Blancs de Noirs. Capisco poi il perché: questo è il cavallo di battaglia ed ha la complessità data dagli oltre 90 mesi sui lieviti. Questo Champagne millesimato merita davvero una degustazione attenta e appassionata. E non lo deve solo al lunghissimo affinamento e neppure perché il terreno di Cramant è particolarmente vocato. Il valore aggiunto ulteriore lo da Gérard Pierrard, che con lo Champagne gioca in casa, visto che, prima di produrlo, per molti anni è stato Chef de Cuvée di Maisons molto importanti, fra cui Veuve Cliquot Ponsardin.
I profumi sono eleganti e complessi: ecco miele, rosolio, frutta candita, che sotto forma di aroma in retrolfattiva pare panettone, una nota balsamica delicata, pasticcini. In bocca l’armonia raggiunta con la saggezza dell’età è cremosa ma non si siede. Pur non scalpitando, non perde in verticalità fresca e sapida

MONTAGNE DI REIMS

Gli Champagnes appena degustati erano tutti Chardonnay in purezza, mentre i successivi sono dei blends.

VINCENT RENOIR – BRUT NATURE GRAND CRU

5 ettari di vigna a Verzy, coltivati da ben 4 generazioni a Pinot Nero e Chardonnay, che si trovano in pari percentuale in questo Champagne Pas dosé. Si svela subito il Pinot Nero con la piccola frutta rossa ma anche la mela, un budino di riso con la frolla fuori e la crema dentro, salmastro. La bollicina è spumeggiante, la beva strutturata, piena e chiude con nerbo verticale.

PIERRE ARNOULD – EXTRA BRUT GRAND CRU

Il frutto di un altro Grand Cru, Verzenay, questa azienda è stata fondata nel 1955 da Pierre ed ora è condotta dalla figlia Nathalie. Se il nome di Verzenay vi dice poco, forse vi diranno di più le Maisons che utilizzano le uve provenienti da questo Comune: Bollinger, Duval-Leroy, Moët & Chandon, Mumm, Roederer, and Taittinger. La fa da padrone il Pinot Nero con un 20% di Chardonnay a saldo. Profuma di mela grattugiata, frutta secca e agrumi. In bocca ha una bella struttura, sapidità e freschezza e la chiusura è persistente.

PATRICK SOUTIRAN – BLANC DE NOIRS DOSAGE ZERO GRAND CRU  

Il Grand Cru ha il nome di Ambonnay, un luogo davvero a nord per la coltivazione della vite, eppure il Pinot Nero, che in questo Champagne è in purezza, matura bene. Ampi ed eleganti profumi di frutta rossa, mela, lievito fresco, che vira alla crosta di pane. Accarezza la bocca la bollicina e poi la riempie la struttura per finire verticale.