CONVINZIONI ERRATE ED INCREDULITA’

Sta per finire la seconda decade del 21° secolo con un incremento di celiaci quasi da invasione dei Lanzichenecchi e si sentono ancora un sacco di castronerie: fanno sorridere se le dice il giornalaio sotto casa, ma inquietano quando escono dalla bocca di un ristoratore!

Cose del tipo: “che grado di celiachia hai?”…e non te lo chiedono quando prenoti, ma quando sei già seduta a tavola, il cameriere sta per scrivere la comanda e non hai più via di scampo! Non mi puoi dire che non ci sono problemi se vengo a mangiare nel tuo esercizio e poi farmi domande dalle quali intuisco che non ne sai nulla! Sono la prima a non prenderla come un castigo di Dio e a fare in modo che non sia mai un intralcio, ma non si scherza: se un celiaco mangia glutine rischia grosso!

Lo so che di fronte ad una scena del genere verrebbe voglia di interloquire col cameriere in modo non proprio amichevole, ma l’ignoranza non si combatte con moti di stizza, piuttosto con l’informazione, calma e magari ripetuta (se uno è così superficiale, vuol dire che non ha spiccate capacità, quindi meglio dare spiegazioni come a un bambino di cinque anni :-)!). Fategli presente che non sono “celiaci di grado 10” quelli che corrono più veloce di Usain Bolt per andare in bagno se mangiano glutine e “celiaci immaginari” quelli asintomatici o “celiaci di grado medio” quelli a cui si scatena dermatite eptiforme, anemia o tiroidite di Ashimoto…siamo tutti accomunati dal fatto di avere almeno i villi intestinali piatti e tutti rischiamo di lasciarci la pelle se ce ne freghiamo e continuiamo ad ingurgitare glutine. La cosa fantastica è che basta non farne più uso per stare in forma smagliante!

Altra cosa buffa è l’incredulità diffusa sulla contaminazione. Dico buffa, perché chi non è medico o addetto alla ristorazione, non deve per forza sapere tutto sul mondo della celiachia e non dobbiamo arrabbiarci se instillano il dubbio: “ma davvero ti fa male solo se giri il riso col cucchiaio di legno con cui hai mescolato la pasta?”. Mettiamoci nei loro panni: è davvero strano..ma purtroppo è così. La contaminazione è una delle cose più difficili da capire e da gestire da parte di chi non ha questo problema, ma, se lo spieghiamo con dolcezza e fermezza, risulterà chiaro e riusciremo a diffondere la conoscenza sulla celiachia.

PERCHE’ SCRIVERE DI PRANZI E CENE SENZA GLUTINE

Ma perché ho deciso di dedicare parte del blog alla recensione dei locali gluten free?

Perché conosco tanti celiaci che non si fidano tanto e non vanno più fuori a cena ed altri che magari sono di altre località e si trovano per vacanza o lavoro nei posti che frequento io e non sanno dove poter andare a mangiare: vorrei infondere fiducia ed informare su posti carini sia dal punto di vista del cibo, che del servizio e della location.

Scriverò solo dei locali che mi sono piaciuti: se non leggerete nulla di un ristorante o di una pizzeria quindi i motivi sono due…o non ci sono stata o non mi è piaciuto e spero di potervi dare delle buone dritte!