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L'ECCELLENZA DELL'ACINO NERO
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Trovare posto all’Acino Nero è quasi impossibile e quando si riesce a prenotare ci si sente un po’ privilegiati.

Ci sono stata una quindicina di giorni fa e visto il caldo estivo abbiamo cenato in giardino, in nicchie ricavate fra le piante, che rendono l’atmosfera ancor più intima e familiare. Sotto i piedi la ghiaia bianca, intorno le foglie di banano e le canne di bambù scosse lievemente dalla brezza marina e sopra di noi un cielo indaco crepuscolare, che preannuncia una notte tersa e stellata.

I tavoli apparecchiati sono solo quelli in giardino, mentre all’interno, con le pareti di vetro completamente aperte, i cristalli posati su bancali con uno stile minimal chic non ospitano alcun commensale. Eppure altri amici hanno tentato la sorte della prenotazione, ma senza successo. La mia curiosità si muta in domanda…Semplice: fanno al massimo 50 coperti, anche se ce ne starebbero comodi almeno 20/25 in più, ma, come mi spiega la proprietaria, la cucina ed il servizio non sarebbero in grado di mantenere lo standard qualitativo che intendono avere.

Per noi celiaci non ci sono affatto problemi e si possono gustare tutte le portate dall’antipasto al dolce e sottolineo dolce: vi sarà senz’altro capitato tante volte che vi dicessero: “Per lei come dolce abbiamo l’ananas”…ma l’ananas non è un dolce ma è frutta! Sono celiaca, non sono a dieta! Quindi sono sempre contenta quando trovo locali in cui posso mangiare il dolce. Partendo proprio dal termine della cena ho gustato un’ottima bavarese al cioccolato bianco con crema al lime: il connubio fra l’acidità del lime e la dolcezza del delicato cioccolato è esplosivo ed anche il gioco di consistenze più e meno resiliente dei due componenti ha reso il dessert davvero eccellente.

 

tartare ricciola

Ho apprezzato molto il gioco di consistenze ed equilibri nel sapore nell’antipasto: tartare di ricciola con pomodorini ed olive taggiasche e la maionese fatta in casa. La cubatura della tartare era perfetta per la morbidezza del pesce e la sua delicatezza non è stata sopraffatta, ma valorizzata dall’acidità del pomodoro e dal profumo, prima che dal sapore delle olive, anch’essi delle dimensioni giuste per sposarsi con la ricciola.

Riguardando queste foto e provando a descrivervi le mie sensazioni, capisco perché i piatti dell’Acino Nero mi emozionano: perché coinvolgono tutti i sensi…si dice che anche l’occhio vuole la sua parte ed è proprio vero! L’armonia, la freschezza e la vivacità di profumi e di sapori qui è anticipata dalla vista dei colori, dalle linee e curve con cui le pietanze sono assemblate.

Nonostante il menu abbia spesso delle interessanti novità e non abbia ancora provato tutto quello che anche noi celiaci potremmo (oltre ai piatti naturalmente senza glutine, hanno varianti anche per i primi e per le altre portate che sarebbero off limits per noi), la maggior parte delle volte che vado all’Acino Nero, non posso rinunciare a prendere una vera ghiottoneria: gnocchi di patate al profumo di gorgonzola con battuta di cozze e scorze di agrumi.

Si scontrano e si rispettano senza soverchiarsi il profumo del mare, lungamente asssorbito dalle cozze, e l’erborinatura del gorgonzola, il tutto rinfrescato da arance e limoni: ottimo sia in estate che in inverno…non mi resta che incrociare le dita e sperare di trovare posto per una nuova avventura emozionale a tavola!

 

 

 

Dove sono stata

ACINO NERO

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Il blog di Laura Bertozzi

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