IL TERROIR

Il terroir è molto importante per il Vermentino! Innanzitutto devo dichiarare di essere di parte: sono mezza Massese ed ho eletto Massa a mia città da più di vent’anni. Non c’è mai stato un giorno che abbia rimpianto la mia scelta di trasferirmi su questa splendida costa, protetta dalle svettanti Alpi Apuane. Ciononostante non amo a prescindere i vini del Candia – le colline retrostanti la costa Apuana – e non per eccessiva severità, ma perché purtroppo non tutti i vini sono di buon livello.

Questo perché, come dico spesso anche nel mio canale YouTube DIVINO TV, il terroir è un mix di condizioni pedoclimatiche, vitigno e vignaiolo.

LA ZONA DI PRODUZIONE

In questa zona il territorio è eccellente: terreno sciolto, sabbioso (ottimo per l’eleganza), il mare di fronte che mitiga il clima e con brezze che asciugano.  Alle spalle le Apuane, che proteggono dal rigore balcanico e dalle quali d’estate scendono venti freschi, che consentono escursioni termiche, manna dal cielo per acidità e ricchezza aromatica…

In questo caso abbiamo anche vignaioli competenti, che hanno coniugato all’entusiasmo del subentro ai genitori, anche l’esempio del sacrificio e dell’intuito delle generazioni precedenti.

IL VIGNAIOLO

E’ una storia che parte da lontano, da quando Giovanni Milani, imprenditore del marmo, a fine ‘800 comprese le potenzialità enoiche della sua terra e cominciò a coltivarla con successo, distribuendo il suo vino in tutto lo Stivale e non si arrese di fronte alla grande crisi del 1929 ed alla devastazione della Seconda Guerra Mondiale. In seguito passò il testimone alla figlia Elvira, una grande lavoratrice, che non volle rinunciare alla vigna, nonostante i molteplici impegni: che passione!

E questa passione si riflette in questo Vermentino,  il vitigno nobile della Costa nord del Mediterraneo, prodotto ora dai figli di Elvira. Il Vermentino, tanto versatile da essere un eccellente aperitivo nelle serate d’estate di fronte al mare, ed al contempo capace di accompagnare un piatto di carne bianca. Il Vermentino, che si può stappare la primavera successiva alla vendemmia ma che, se ben lavorato, possiamo scordarlo in cantina per qualche anno e sarà capace di sorprenderci.

LA DEGUSTAZIONE

Linsolito, si chiama così questo Vermentino, ha un colore giallo dorato è spia di una permanenza non breve sulle bucce ed il naso lo conferma: oltre all’ananas, alla mela ed al salmastro che accarezza le viti e lascia memoria nel suo frutto, trovo l’idrocarburo ed il profumo di lievito fresco, oltre al rosmarino ed al timo. Insomma profumi complessi, oltre che eleganti. Riecco la macerazione prolungata e ben fatta nel sorso: rotondo, morbido di glicerina che non si siede, ma diventa subito verticale, perché fresco vivo e sapido. Chiude leggermente amaricante, ma non troppo, ricordando tutti i profumi distintamente, che non ci abbandonano presto.