IL TERROIR: IL VIGNAIOLO E LA ZONA DI PRODUZIONE

Ho conosciuto questo giovane vignaiolo del Roero a Live Wine 2019, una manifestazione davvero interessante, di cui vi ho parlato anche in precedenti posts. La cosa che mi è subito piaciuta di Alberto Oggero è l’attaccamento alla sua terra, che coltiva da artigiano con le mani. Le stesse mani, che fanno bella mostra sulle sue etichette: bastano quelle e poco altro per esaltare il Roero e i suoi vitigni.

Così, dopo aver studiato alla blasonata Scuola Enologica di Alba ed aver fatto importanti esperienze in altre aziende, è tornato a casa. Nel 2009 ha recuperato le vecchie vigne del nonno, ha ripulito la sua cantina e nel 2010 ha fatto la prima vendemmia. Oggi coltiva in tutto poco più di 4 ha, cercando di far emergere quella meraviglia di sabbia (non poca!), argilla e calcare.

Un’altro aspetto che mi è piaciuto molto di Alberto Oggero è la sua voglia di condivisione: lo vedo nella disponibilità con la quale ha risposto alle mie domande, ma anche nel progetto SoloRoero. Si tratta di un’associazione di mutuo soccorso e di condivisione di valori con altre due aziende del territorio.

LA DEGUSTAZIONE

La cifra che contraddistingue i vini che ho provato è l’eleganza. Il mio vitigno preferito, il Nebbiolo, fra le sue varie qualità, ha anche quella di essere territoriale e Oggero ha la capacità di mettere al centro delle sue creature proprio l’eleganza del Roero. Si riesce a cogliere anche nel primo vino che ho degustato, dove la mano del vignaiolo in cantina poco incide.

SANDRO D’PINDETA 2016

In questo vino c’è tutta la riconoscenza per il nonno, Sandro appunto, col quale ha condiviso la passione per il vino e per il Roero e le prime sperimentazioni sul Nebbiolo. Macerazione corta e cemento, per far emergere il carattere del vitigno e del territorio. Ben fatto, pulito, ha profumi eleganti e sinceri di sottobosco, piccoli frutti rossi oltre ad una netta mineralità. In bocca è succoso, snello e beverino, come se si trattasse di un vino quotidiano senza impegno, quasi rustico. Ma un sorso più attento non nasconde l’eleganza della grande bevibilità, che accompagna sapidità, grande freschezza ed un tannino ben presente e già composto.

ROERO ROSSO DOCG 2015

Proviene dal cru Le Coste, da un vigneto di 30 anni con esposizione a sud. Si tratta sempre di un Nebbiolo in purezza.Al naso sono marcati il tratto ematico e balsamico, ma gentili non soverchiano la delicata rosa, alla quale si aggiunge la liquirizia. I profumi e la sensazione tattile hanno maggiore profondità ed austerità, rispetto a Sandro D’Pindeta. In bocca anche questo vino è elegantemente beverino, succoso, fresco, sapido e giustamente tannico.

ROERO RISERVA DOCG 2015

E’ il frutto di una vigna del 1938, quando furono ripiantati i primi alberelli, dopo la fillossera. L’ingresso ematico viene messo in secondo piano dalla pungente nota balsamica, ingentilita dalla dolcezza della frutta rossa e da un talco alla rosa e quindi ecco la radice di liquirizia ed il pepe nero. In bocca è più scontroso del precedente, ma non meno piacevole, anzi. Il tannino e la freschezza lo porteranno avanti parecchio!