I vini greci arrivano a Firenze e portano con loro un gradito anticipo di primavera. L’aria è tiepida e profuma di boccioli in fiore, mentre salgo sulla nuova tramvia, comodissima, che mi porta in centro. Dietro al Mercato Centrale, Haris Papandreou ha organizzato una degustazione di vini greci: una selezione in cui si vede la mano dell’appassionato ed esperto winelover.

Questi vini greci arrivano da Santorini, di cui parlerò in un prossimo post, dalla Grecia Centrale vicino a Delfi, dal cuore della Tessalonica, Sono frutto di vitigni differenti, ma hanno tutti una cifra comune: la passione nel produrre il nettare degli Dei. Passione che è consapevolezza di portare avanti una tradizione millenaria, mantenuta non solo nelle lavorazioni in vigna ed in cantina, ma anche nelle feste e nella convivialità che accompagnano la vendemmia. Consapevolezza che è rispetto quasi ieratico delle vigne, della Natura che fornisce condizioni pedo climatiche ottimali e che quindi non viene violentata con trattamenti invasivi. La tradizione rimane ben radicata anche nel modus vivendi improntato alla lentezza, sono dei veri e proprio slow wines, e si sposa con l’innovazione, che più che di processo è di prodotto, della capacità di saperlo raccontare ed esportare. Un grazie di cuore ad Haris ed al Console Onorario che ha patrocinato questa iniziativa.

MUSES ESTATE

Ho conosciuto Stelios Zacharias, la terza generazione di questo sogno diventato realtà nel 1946, quando il nonno era uno dei 7 vignaioli di un paese di 1.500 abitanti: una cultura ben radicata! Alla tradizione ha affiancato l’innovazione delle sue conoscenze scientifiche e della stretta collaborazione con l’università. Non sono un’azienda biodinamicaa, ma i loro collaboratori vengono da quel percorso di ascolto e rispetto.

Il nome di questo produttore deriva dal luogo in cui coltiva i 40 ettari fra 500/600 m/slm: la Valle delle Muse. Il terreno è composto di sabbia e argilla, sinonimo di eleganza e struttura. L’altitudine è foriera della grande escursione termica fra il giorno e la notte ed il fiume Permissos mitiga il clima.

9 Assyrtiko 2018
9 come le Muse! E’ un Assyrtiko in purezza, prodotto da vigne di 12 anni. Incredibilmente diverso dagli Assyrtiko di Santorini che ho degustato e di cui ho parlato anche in precedenti posts: alla cieca lo avrei confuso con un Sauvignon Blanc per la spiccata nota vegetale, che richiama il bosso. A corredo la mela verde, il limone ed una punta di litchi. Il sorso è morbido e verticale di viva freschezza e sapidità.

Moutharo 2016
Il migliore fra i vini greci rossi degustati! Il nome è quello del vitigno che non conoscevo e del quale non ho termini di paragone, ma voglio assolutamente provarne altri! Ed in effetti non è tanto strano che sia poco noto: è originario della Valle delle Muse e pare venga coltivato solo qui. Fu proprio il nonno di Stelios il primo a credere in questa cultivar e gliene devo rendere grande merito.

Il vino affina per 12 mesi in barriques di secondo e terzo passaggio e poi per 6 mesi in bottiglia, prima di essere messo in commercio.

I profumi, eleganti, sono complessi di mineralità, tostatura, affumicatura e balsamici ed ecco che spunta la dolcezza della ciliegia, il cuoio ed il tabacco dolce, sempre sorvegliati dalla nota minerale. L’accenno di liquirizia sentito al naso diventa netto nella retrolfattiva persistente. In bocca è profondo e rinfrescato da un’acidità ben presente e da una buona sapidità, asciugato dal tannino vellutato, pur ben presente. Di sicuro ha ottime possibilità di essere un vino longevo. Complimenti!!! Armonia e personalità.

FLORIAN

Non sono l’unica straniera innamorata della Grecia, ma c’è anche un omone tedesco, pacato e gioviale, che addirittura si è stabilito in questo meraviglioso Paese. Anche in questo caso l’approccio alla viticoltura è quello rispettoso della Natura. Ci tiene a raccontarmi che cerca di lavorare poco il vino, non lo filtra nemmeno. E, altro aspetto molto interessante, sono sempre le solite persone ad effettuare le lavorazioni. Questa è un’ulteriore garanzia di qualità, perché queste maestranze conoscono bene le vigne e le trattano sia con perizia che con passione. L’attenzione all’ambiente di questa cantina a conduzione familiare sta anche nella gestione dei rifiuti: gli scarti della viticoltura e della coltivazione dell’olivo vengono utilizzati per fertilizzare il terreno.

La zona di produzione è nel Golfo di Salonicco, fra l’Olimpo e il mare, quindi gode di una buona ventilazione che asciuga le vigne, rinfresca quando è troppo caldo e porta l’umidità se necessario. L’eleganza è garantita dal terreno sabbioso.

Terzetto 2017
E’ un blend di Assyrtiko e Malagousia. Questo vitigno autoctono era praticamente estinto, finché un professore di Enologia lo ritrovò e sensibili viticoltori gli ridiedero vita. Ha caratteristiche di aromaticità e di morbidezza e quindi si sposa bene con la pimpantezza e la verticalità dell’Assyrtiko. Terzetto è un vino molto particolare nei profumi. eleganti di mela cotogna, giaggiolo, pesca bianca, melone e agrumi ed il salmastro del vicino mare. In bocca è morbido, molto sapido e fresco vivo.
In chiusura torna la dolcezza della frutta a coccolarci, ma anche la mandorla amara, tipica dell’Assyrtiko come del nostro Vermentino a cui somiglia, mentre continuiamo a godere dell’acidità.

Sauvignon Blanc 2016
Anche questo vino, come il precedente affina in acciaio per 6 mesi e riposa sulle fecce fini per ben 5 mesi. E’ molto elegante e fresco nei profumi, con la nota vegetale avvolta dalla dolcezza della frutta (mela, mango ed albicocca in particolare) e dalla delicatezza dai fiori bianchi, il tutto rinfrescato da una ventata di brezza marina. In bocca è snello, ma non manca di corpo, è fresco vivo e sapido. Gli aromi richiamano i profumi appena annusati, con eleganza e sufficiente persistenza