La degustazione di vini greci organizzata a Firenze da Haris Papndreou è stata così interessante, che non potevo concentrare tutte le degustazioni in un solo post, quindi, dopo il primo, era d’obbligo raccontarvi di altri vini greci.

NERANTZI
Il nome è mutuato da Nerantzis, il patron che è un appassionato di vino, ma viene da tutt’altro mondo: professore di ginnastica, è stato anche allenatore della squadra greca alle Olimpiadi del 2004.
L’amore per il vino è stato talmente grande che vi ha profuso molte energie: nella zona di Serres, nella Macedonia Centrale, questa cantina ha cominciato a produrre vino nel 1988. Però, solo nel 1998 ha imbottigliato, prima nella zona, per poter vendere il frutto dell’1,3 ha vitati. Nerantzis, convinto della bontà del vino di Serres, è battuto per ottenere la D.O. regionale, ha ridato vita a vitigni autoctoni quasi scomparsi. Quindi è stata la figlia a dar man forte all’azienda, che ha ottenuto significativi riconoscimenti a livello mondiale.

Polis 2017
E’ un blend di tre vitigni: Malagousia 40%, Assyrtiko 30%, Asprouda 30%. Mentre i primi due si trovano in altri vini greci, l’ultimo è proprio uno degli autoctoni, valorosamente salvati da Nerantzi. Il naso è fresco e complesso di mineralità, crosta di pane, fiori gialli, mela, frutta esotica. In bocca ha corpo, mineralità, sapidità e tornano i fiori, mentre una freschezza viva chiude la beva.

WINE ART
Anche questa è la storia di grande passione di due professionisti in campi ben lontani dalla viticoltura: un ingegnere civile ed un’architetto, che nel 1993 hanno deciso di cominciare a coltivare 26 ettari in Tracia. I terreni sabbioso-argillosi sono protetti dal Monte Pangeo, dove gli Antichi veneravano Dioniso.

Techni Alipias 2018
Si sente il contributo del Sauvignon Blanc nella nota vegetale ed una certa burrosità mi farebbe pensare ad una malolattica svolta (ma non sono certa che l’abbiano fatta), mentre sono tutti dell’Assyrtiko i profumi di pesca, mango ed agrumi. Ha medio corpo ed una bella pimpantezza data dalla viva freschezza e dalla sapidità, con una chiusura armonica ed elegante.

Plano Malagusia 2018
Ecco al naso tutta l’elegante aromaticità del vitigno, nei profumi freschi di salvia, mela verde, bergamotto, cedro e c’è anche una bella nota minerale. Il sorso è rotondo dolce di frutta e fiori, che spiccano più come aromi che non al naso e ci lascia sapido e fresco vivo.

APOSTOLOS THYMIOPOULOS
ANoussa, da diverse generazioni la famiglia Thymiopoulos coltiva la vigna, ma è solo da quando Apostolos ha conseguito la laurea in Enologi,a che hanno cominciato ad imbottigliare con la loro etichetta. Il vino che ho degustato, invece, è prodotto nella zona di Rapsani, vicino al Monte Olimpo. E’ una cantina biodinamica.

Rapsani Terra Petra 2016
Le vigne dalle quali si trae questo interessante vino rosso sono situate a 500 m/slm su un terreno sciolto, con un po’ di argilla e ferro. Alcune viti sono a piede franco (quelle di 70/80 anni). Si tratta di un classico esempio di complantazione, dove convivono i tre vitigni Xinomavro, Stavroto, Krasatto, da cui origina Terra Petra. I profumi sono intensi ed eleganti, con la nota ematica che inizialmente predomina, ma generosa lascia spazio alla liquirizia, alla tostatura ed ai piccoli frutti rossi. In bocca è succoso, ha un buon corpo e mentre passa nel cavo orale si sente il tannino scalpitante e la freschezza con chiusura sapida e persistente.