Konstantina Chryssou mi accoglie con un sorriso aperto, invitandomi ad andare al più presto a Santorini appena mi riconosce. Subito mi porge un bicchiere con la cuvée di Assyrtiko organico che sta 6 mesi sui lieviti, senza aggiunta di chimica, ci tiene a precisare.

Mi parla con energica passione ed entusiasmo, non solo dei suoi vini, che nascono a Pyrgos Kallìstis, nel centro di Santorini, ma di tutto quello che succede, perché l’uva ci possa regalare il nettare degli Dei.

IL TERROIR

Ed ecco che dal suo Ipad esce una sequenza di immagini sull’Assyrtiko di Hatzidakis. Mi mostra il particolare metodo di allevamento a nido, per proteggere i grappoli dal vento, dal caldo e preservare un po’ di umidità. E poi tutti coloro che collaborano in vigna ed in cantina, ognuno indicato con il suo nome, con la sua mansione ed in qualche momento ludico di fine vendemmia…chi si cimenta nel sirtaki, chi cucina per il resto delle maestranze, che poi sono una vera e propria famiglia, anche se non di sangue. Le fasi delle lavorazioni in vigna scorrono sotto al mio naso. Hatzidakis effettua solo quelle essenziali per fare vini eccellenti, e le operazioni in cantina sono tutte rigorosamente organiche: solo zolfo, vinacce e guano e tanta attenzione. Hanno bandito i prodotti di sintesi nella coltivazione, mentre la lavorazione avviene solo con lieviti indigeni, le chiarifiche sono statiche e raramente si filtra.

Ecco, in questa raccolta di immagini e nel fluire di parole c’è la dimostrazione dell’orgoglio e del rispetto del terroir di Santorini, che si traduce nel bicchiere. La matrice comune di tutti i vini è il loro grande carattere generoso, che donano a chi ha il piacere di degustarli e di incontrarne la complessità, l’eleganza e la dinamica tattile per nulla scontata.

C’è da dire che a Santorini i vignaioli hanno la fortuna di lavorare una terra particolarmente vocata alla viticoltura. Infatti qui il clima è caldo, le brezze marine lo rinfrescano e quando necessario asciugano o portano umidità. Da non sottovalutare la composizione del suolo: di origine vulcanica e quindi ricco di minerali. Quindi, preservare le condizioni pedoclimatiche con pochi interventi è una scelta intelligente.

Ma ora degustiamo questo tripudio di Assyrtiko in purezza, in tutti e tre gli assaggi.

LA DEGUSTAZIONE

Cuvée No. 15 – 2017

Comincio gli assaggi con la Cuvée No.15, che ha profumi minerali delle rocce vulcaniche e l’eleganza della sabbia da cui esce il profumo di ananas, la dolcezza del melone e un po’ di rosmarino. In bocca ha un buon corpo, caldo e chiude fresco vivo e sapido, con aromi dolci di frutta e più duri minerali, che duettano ancora, senza lasciarci in fretta.

Skytali 2017

Skytali in greco è il testimone, quello passato dal grande Haridimos, prematuramente mancato, alla generazione futura. L’etichetta è opera di Stella, la figlia. E’ successo quasi per caso che, proprio per l’improvvisa perdita, l’enologo non abbia imbottigliato un silos e l’anno successivo, sorprendentemente, lo abbia trovato evoluto. Le vigne hanno 50 anni e non si può non essere d’accordo con il produttore sul fatto che un anno di elevazione gli faccia bene! E’ ancor più minerale del precedente, con diverse sfaccettature dalla polvere da sparo alla pietra focaia al salmastro ed anche più elegante e complesso, con la ginestra, la mela, il melone, davvero netti. Il sorso è rotondo, molto sapido e scalpitante. Fresco vivo, è mediamente persistente.

Nykteri 2017

In questo caso l’Assyrtiko viene raccolto a fine agosto, mentre per la produzione degli altri vini si anticipa di 3 settimane. Il nome deriva dal fatto che, proprio per il solleone, la vendemmia viene fatta di notte, per sfruttare le ore meno calde. E’un cru le cui uve affinano un anno in barriques. E’ più balsamico dei precedenti ed il legno è ben dosato, quindi non cede marcate note di vaniglia, ma lo rende più morbido in bocca, dove troviamo anche una bella struttura, che lo rende atto ad accompagnare anche piatti di carni lavorate. Ai profumi già trovati nei precedenti vini, (in questo la frutta è molto matura) si affiancano anche le spezie e la chiusura fresca viva è persistente.