IL TERROIR

Nel versante nord dell’Etna, Tornatore è fra i precursori della viticoltura eroica, visto che già dal 1910 coltivava le viti a Piano Fiera e poi anche a Piano Felci. Nonostante l’altitudine e l’esposizione, il microclima è piuttosto mite, grazie alla protezione dei Monti Nebrodi. La lava dell’Etna è una manna per la viticoltura: dalle radici le vigne traggono nutrimento ricco di sali minerali, che si ritrovano piacevolmente nei vini.

Dai 4 ettari iniziali di nonno Giuseppe, l’attuale proprietario è arrivato ad un’estensione vitata di ben 46 ettari, posti fra 550 e 750 m/slm. I vitigni coltivati sono quelli autoctoni siculi: a bacca nera Nerello Mascalese e Cappuccio, a bacca bianca Carricante e Catarratto.

Grande nota di merito è l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile per il funzionamento della cantina.

LA DEGUSTAZIONE

L’Etna Bianco rimane per 3 mesi sulle fecce fini ed eleva per 4/6 mesi in vasche di acciaio e cemento.

Nel giallo paglierino di questo Carricante in purezza del 2017, esplode il vulcano con la polvere da sparo sulfurea, tra cui spunta la dolcezza della pesca bianca, la freschezza pungente della nota balsamica e del pompelmo giallo: tutti i profumi sono presenti insieme eleganti e ben definiti. Il sorso ha nerbo: tanta mineralità, sapidità e freschezza. Poso il bicchiere, chiacchiero e quando lo riprendo perché non so resistere a questi profumi, ecco che è giunta anche la zagara, che si risente con gli altri aromi in una retrolfattiva dinamica e che non si dissolve in fretta.