In questo periodo ricco di eventi, dedicati alle anteprime, un appuntamento imperdibile è quello del Chianti Classico, che si è svolto lunedì scorso alla Leopolda. Ci vorrebbe almeno una giornata per dedicare la giusta attenzione a queste bellissime espressione del Sangiovese, vitigno molto territoriale, che ci dona vini complessi, potenti ed eleganti, nella sua grande versatilità.

Il Chianti Classico si può produrre nei Comuni fra Siena e Firenze compresi nel disciplinare e, fra i miei preferiti in assoluto, vi sono quelli di Lamole: per le condizioni pedo-climatiche si contraddistinguono per la bevibilità e l’eleganza.

Purtroppo quest’anno avevo pochissimo tempo per passare dalla manifestazione, ma era irrinunciabile, così ho deciso di avventurarmi fra i piccoli produttori, per scoprire vini che non conoscevo (tranne Caparsa), piuttosto che assaggiare le nuove annate dei più noti, ed ho avuto piacevoli sorprese. Ecco quelli che ho preferito, ripeto, fra i pochi degustati (quindi chissà quanti altri ce ne saranno stati degni di nota e mi scuso sin d’ora per non averli conosciuti, ma ci rifaremo presto!).

CAPARSA
CAPARSINO RISERVA 2015

Caparsa è l’azienda di Paolo Cianferoni, che ha 12 ettari vitati a Radda con esposizione nord-est. Il Caparsino è al 100% Sangiovese, fermenta in cemento con lieviti autoctoni ed affina poi in botti grandi da 18 hl, per un anno. Senza dubbio il 2015 è stata una bella annata, rispetto alla precedente e già si sente nel bicchiere, nonostante questo sia un vino da bersi almeno fra un paio d’anni per poterlo apprezzare. Discorso che vale per tutti gli altri degustati.

Il colore è rosso rubino piuttosto intenso ed i profumi spaziano dalla ciliegia, al lampone,fino al pepe nero e ad una leggera nota balsamica. In bocca è caldo, polposo, fresco e sapido. Il tannino è pimpante ma già abbastanza composto.

DOCCIO A MATTEO 2015

Prende il nome dall’omonima vigna ed oltre al Sangiovese c’è un nonnulla di Colorino (2%). Vinificazione ed elevazione sono le stesse del Caparsino.

E’ più balsamico del precedente: ha un profumo netto di eucalipto. Lo accompagna un corredo di frutta più ampio che alla ciliegia aggiunge la mora e la prugna ed ecco il cacao ed il pepe nero. In bocca si sente anche questo che è un vino della migliore tradizione, con un bel corpo ed un succo polposo, sapido, azzarderei a dirlo fresco vivo e con il tannino che merita qualche anno di affinamento.

 

 

VALLONE DI CECIONE
Pur non essendo un’area vasta, Greve ha una variabilità di condizioni pedo-climatiche che è sempre bene precisare in quale frazione del Comune ci troviamo. Questa azienda si trova a Panzano, non una delle zone maggiormente vocate, nella Conca d’Oro e mi sorprende, perché i vini sono veramente buoni. Beninteso, parliamo sempre di un territorio eccellente per la produzione vitivinicola, ma non ha la stessa fortuna del terreno e dell’altitudine di Lamole!

Qui Francesco Anichini, col babbo e la mamma, conduce 8 ettari coltivati fra ulivi e vite, in mezzadria fino al 1984 e successivamente in proprietà. L’amore per la terra è proprio quella dei vecchi contadini, consapevoli che il rispetto per la Natura è foriera di ottimi risultati. Per questo sono biologici certificati e biodinamici: pochissimo uso dei solfiti e fra i filari sono coltivati rucola, orzo, trifoglio e favetta.

Non si possono trascurare le etichette, veri e propri cimeli familiari: foto che testimoniano la vita nei campi dei due capostipiti

CANAIOLO IGT 2016

Annata straordinaria il 2016, che chissà quando ne ricapiterà una simile! Sono proprio curiosa di assaggiare il Canaiolo in purezza: questo vitigno in genere viene utilizzato col Sangiovese per dargli morbidezza. Nel ‘300 Pietro de Crescenzi, autore di una pietra miliare dell’agronomia, lo definì “bellissima uva e da serbare”. Le vigne si trovano a 450 m/slm ed hanno esposizione sud est.

Credo che, anche grazie alla sua rispettosa coltivazione ed affinamento (passa solo in cemento), esprime tantissimo le caratteristiche tipiche del vitigno: eleganza, note floreali e mineralità e si sentono anche le erbe officinali. I profumi di fiori e frutta sono delicati e fini ed in bocca è fresco vivo e sapido con tannino che asciuga tanto, ma non è sgraziato.

CHIANTI CLASSICO 2015

Il Sangiovese al 90% è assemblato col Canaiolo a saldo ed affina per otto mesi in botti grandi.

E’ un vino dai profumi eleganti ed intensi molto floreali, soprattutto la viola, e freschi di erbe officinali, oltre che di piccoli frutti rossi ed una nota leggermente ematica, tipica di alcuni Chianti. In bocca è sorprendentemente beverino, come piace a me, fresco e sapido ha un tannino già aggraziato e si può bere tranquillamente già da subito. Perché aspettare?!

TERRENO

A fine anni ’80, la famiglia svedese Ruhne, innamorata del Chianti Classico, ha deciso di acquistare la Villa Terreno, costruita nel XVI secolo, con poco più di 100 ettari di terreno e di dedicarne 23 alla vigna, coltivata in maniera biologica come l’uliveto. Questa zona è talmente vocata alla produzione di vino ed olio, che recenti scavi hanno fatto emergere reperti relativi a queste colture, risalenti al 46 d.C. 

L’esposizione delle vigne è a sud-est ad un’altitudine sotto i 400 m/slm. Nel processo di vinificazione non vengono aggiunti lieviti

BIANCO VIGNA DEL PROFESSORE

40% Petit Manseng, in pari quota Roussanne, 10% Malvasia e 10% Trebbiano. Macera 24 ore sulle bucce, affina in botte grande e svolge la malolattica, che però non appesantisce il vino, ma addomestica soltanto la spiccata acidità del Petit Manseng.

E’ un bianco decisamente complesso: sento profumi intensi di mela, albicocca, pepe bianco, una bella nota balsamica. In bocca è rotondo ma non grasso. Fresco vivo sapido ed ha un finale lungo per essere un bianco.

CHIANTI CLASSICO 2015

75% Sangiovese e 15% Merlot. Il Sangiovese affina in botte grande per 16 mesi, mentre il Merlot riposa in barriques.

Ha subito bella nota balsamica e floreale, non solo di violetta, ed ecco la piccola frutta rossa, il cassis, la mora ed il cioccolato. Il tannino è importante ma già piuttosto aggraziato.

A SOFIA CHIANTI CLASSICO DOCG 2015

Si tratta di un cru tutto di Sangiovese, che affina per 32 mesi in grandi botti di rovere. E’ da poco in bottiglia ed ha tutte le spigolosità dovute proprio alla mancanza di riposo in vetro, ma si percepisce già l’evoluzione che potrà avere. Al naso è balsamico ed ha preso dalla botte un bel boisé, oltre ad avere un profumo netto di ciliegia. Credo che fra qualche mese il corredo olfattivo si arricchirà ancora di terziari. In bocca è fresco e sapido e, come dicevo, il tannino è ancora troppo scalpitante.