CAIAROSSA:

L'INCONTRO FRA UN OLANDESE E LE VIGNE ETRUSCHE
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Nella strada per Montescudaio, dopo un po’ di curve in mezzo alle dolci colline toscane, buttando ogni tanto l’occhio al mare, ecco la cantina rossa che prelude a un libro aperto di vigne sembra adagiata sul prato.
A vigilare sulla natura e sul lavoro dell’uomo, la testa etrusca ritrovata nei terreni, simbolo dell’azienda.

I VIGNETI
Caiarossa (ovvero terra rossa) è stata costruita da un belga che nel 2004 ha ceduto la proprietà ad un imprenditore olandese, che ancora la detiene, oltre ad altre due aziende a Margaux, nel cuore del bordolese a sud della Gironda.

Scendiamo dall’auto ed ecco a sinistra del libro aperto il cabernet franc, esposto a sud est per prendere più sole possibile e dalla parte specularmente opposta il cabernet sauvignon, meno freddoloso.

La vista si perde nella macchia verde scura del folto bosco, oltre il quale sono piantati gli altri vitigni dell’azienda e più a sinistra gli occhi si tuffano in mare, toccasana per lo sguardo e per le viti.

Il bosco occupa tanta terra quanta le coltivazioni, perché da queste parti sanno bene quanto l’ecosistema vada rispettato ed il terreno incolto non è una perdita di denaro, ma anzi migliora la produttività dell’area vitata.

Innanzitutto mitiga il clima. In particolare è ottimo per i filari di petit manseng dell’”Oro” piantati al suo limitare perché la temperatura mantenuta più bassa consente la disidratazione da freddo in modo più efficace e l’appassimento sui tralci.

Inoltre in primavera, i profumi sprigionati dal sovescio (ebbene sì…sono biodinamici), richiama gli insetti dal bosco, che si mettono in competizione con gli altri presenti e questo è sufficiente per impedire danni e non usare diserbanti.

Il sovescio ha anche un’altra importante funzione di miglioramento della qualità del terreno: le leguminose sono azoto fissatrici, mentre le graminacee col loro apparato radicale strutturano il terreno e lo rendono più soffice.

Proprio ai piedi del bosco troviamo il compost del preparato 500 (vedi glossario), che giace pronto per il prossimo impiego.

I terreni sono per lo più ferrosi con stratificazioni di sabbia, calcare, fossili di conchiglie e molto scheletro, ottimo per il drenaggio.

Insomma il terreno è ottimo, le brezze marine oltremodo salutari e caratterizzanti, il bosco un toccasana e l’intervento dell’uomo sapiente: i vini ne sono il logico risultato.

LA CANTINA

Il lavoro dalla vigna prosegue in cantina, che è stata realizzata seguendo i dettami del feng shui.

Per la vinificazione non vengono usate pompe, se non per i rimontaggi: il trasferimento avviene per caduta verticale dalla pigia-diraspatrice alle vasche in cemento per la fermentazione alcolica fino alla barricaia per l’affinamento.

Quest’ultima viene sfruttata a pieno regime visto che tutti i vini, anche il bianco viene affinato in legno e tutti svolgono la malolattica.

In questa sede avviene il compito più delicato per l’enologo, ovvero la scelta della composizione dei sette vitigni che compongono il Caiarossa, ogni anno differente perché ogni stagione ha le sue peculiarità. Una volta definito l’assemblaggio, il vino composto viene trasferito nelle vasche di cemento per affinare definitivamente.

Il cemento è scelto per la sua neutralità e per la micro-ossigenazione.

I VINI

Pergolaia 2011

E’ l’unico vino ad essere quasi monovitigno: la fa da padrone il sangiovese al quale sono aggiunte percentuali modestissime di altri vitigni (Cabernet franc, cabernet sauvignon e merlot).

Il bello di questo vitigno è la sua versatilità rispetto al territorio nel quale viene piantato. A Caiarossa produce un vino dal colore rosso rubino per nulla scarico ed il naso è subito complesso: prugna, tabacco, mentuccia ed un sentore di affumicato. Il tannino è ancora ben presente e con la viva freschezza ha ancora margini di evoluzione. Nel finale ritorna la frutta rossa matura ed ha una buona persistenza.

Aria 2012

Le uve di Cabernet Franc, Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon provengono dalle vigne più recenti, piantate nel 2007.

Il colore è rosso rubino intenso. In olfazione la frutta in confettura è bilanciata dalla balsamicità, dalla liquiriza e dal pepe nero. In bocca si sente che ha molto estratto secco, che lo rende di corpo ed ha anche una grande rotondità. Il tannino è ben presente e la freschezza anche. Il finale è sufficientemente persistente.

Caiarossa 2003

Questa degustazione è un esercizio di stile: la prima annata di produzione di ben 14 anni fa di questo prodotto di 7 differenti vitigni.

In una degustazione alla cieca al naso potrebbe confondersi con una vendemmia tardiva: fico secco, the, cannella e poi la noce moscata. Un’altra piacevole sorpresa è il sorso: beverino e nonostante gli anni ha ancora tannino e freschezza da vendere!

Oro 2014

Una delle mie vendemmie tardive preferite per la grande bevibilità (la gradazione è di soli 12°).

Colore dorato, profuma di miele d’acacia, camomilla, dattero e pesca bianca. In bocca è fresco vivo ed ha una persistenza notevole.

GLOSSARIO

Compost di corno letame: letame bovino, raspi, vinacce, tralci della potatura.
Il corno letame 500 viene dinamizzato in acqua spruzzato in primavera x mantenere viva la sostanza organica tramite la carica microbica.

501: polvere di silicio spruzzata in primavera all’alba x aumentare l’attività fotosintetica delle piante

sovescio: isi tratta di semi che vengono piantati tra i filari per le loro proprietà positive per il terreno: in particolare le leguminose sono azoto fissatrici, mentre le graminacee x apparato radicale che struttura il terreno e lo rende più soffice.

 

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